Reggio e la piaga delle baby squillo
Primavera Donna, domani sera al Cinema Al Corso si parla di minori sfruttati
Il progetto comunale Rosemary, dal 1997 attivo nel campo del contrasto alla prostituzione e allo sfruttamento di esseri umani, organizza domani una serata di discussione sul tema della prostituzione minorile a partire dalla proiezione del film "Talking to the trees" (Parlando con gli alberi) di Ilaria Borrelli e Guido Freddi.
La serata, realizzata nell'ambito di Primavera Donna 2014 al cinema Al Corso di corso Garibaldi alle 20.30 (ingresso gratuito), propone una argomento che spesso viviamo con distanza, perché legato a persone o luoghi a noi distanti, nonostante la prostituzione in giovane età sia un fenomeno non estraneo al nostro contesto nazionale e i clienti del turismo sessuale provengano in maggior parte dai paesi occidentali più ricchi. Alla serata interviene Marco Scarpati, presidente di Ecpat-Italia, una onlus che dal 2006 lavora in Cambogia per proteggere i bambini dal rischio di sfruttamento sessuale. Il film "Talking to the trees" propone una storia drammatica che racconta il lato più oscuro della Cambogia, un viaggio nei meandri della giungla alla ricerca delle famiglie e della libertà per le ragazze vendute e costrette a prostituirsi all'età di 11 anni. Ilaria Borrelli, regista dell'opera, è anche l'attrice protagonista che, nei panni di Mia, fotografa di successo che annoiata dalla sua vita borghese, vola nel paese asiatico per fare una sorpresa al marito Xavier e si ritrova proiettata in una realtà terribile. Come riporta l'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile del Dipartimento per le Pari opportunità, lo sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali è un fenomeno molto complesso e diffuso a livello mondiale, strettamente legato alla malavita organizzata. Tra i mercati dello sfruttamento sessuale, il più lucroso per la criminalità è quello della prostituzione, che riguarda, in maniera sempre crescente, i minori. Si tratta di un fenomeno che interessa principalmente i Paesi in via di sviluppo, dove la domanda locale ed estera spesso si fondono, alimentando un grosso volume d'affari. In Italia interessa soprattutto ragazze straniere minorenni avviate alla prostituzione dalla criminalità organizzata, il cui numero è difficile da quantificare poiché spesso costrette a prostituirsi all'interno di appartamenti, club privati e alberghi o perché le vittime vengono spostate in gruppo sul territorio ogni due o tre settimane, rendendo così la prostituzione un fenomeno ancora più sommerso.La nazionalità con il più alto numero di prostitute minori in Italia è la rumena: spesso ragazze vittime di tratta a fini di sfruttamento sessuale e molto giovani, con una forte presenza di minori, a volte provenienti da situazioni di istituzionalizzazione.
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