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Agli 82 profughi di Reggio servono scarpe e cellulari

di Enrico Lorenzo Tidona
Agli 82 profughi di Reggio servono scarpe e cellulari

Appello in rete della Dimora d’Abramo. Strutture d’accoglienza vicine al limite La copertura finanziaria assicurata dal ministero durerà fino a fine giugno

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Sono tanti, ben 82 persone, e hanno bisogno di tutto: da una sistemazione decorosa, al cibo, ai vestiti. Ma la cosa più difficile da reperire, secondo gli operatori, sono le scarpe. Per questo Marco Aicardi, membro dell’associazione Dimora d’Abramo, ha postato su facebook un vero e proprio appello, con il quale chiede aiuto ai reggiani per le decine di ospiti giunti a Reggio nell'ambito dell'emergenza umanitaria Mare Nostrum. «Stiamo assicurando loro vitto, alloggio e sostegno rispetto all'inserimento sul nostro territorio - ha scritto Aicardi - Il privato sociale sta affiancando le istituzioni grazie alla disponibilità di cooperative sociali e Caritas Italiana. Se volete aiutare queste persone in questo momento abbiamo bisogno in particolare di scarpe da uomo di grandi dimensioni (dal 42 al 47) e di telefonini cellulari usati».

A spiegare la richiesta non certo usuale è lo stesso Aicardi: «Si tratta di gente giunta fin qui con delle semplici ciabatte di plastica utilizzate per molti chilometri. Attualmente stiamo seguendo 82 migranti, ospitati all’hotel City, all’hotel Italia, in due appartamenti dell’Acer di Reggio e in una casa messa a disposizione di un privato. Abbiamo bisogno anche di telefoni cellulari usati, con i quali tenerci in contatto con gli ospiti. Loro sono tanti, noi invece siamo sette operatori che cercano di far fronte a questa emergenza insieme alle associazioni. Ma non è sempre facile».

Per poter provvedere al mantenimento dei profughi, il ministero versa 30 euro al giorno alla prefettura di Reggio per ciascun ospite. Soldi che vengono poi girati agli operatori per saldare il vitto, l’alloggio e il costo dei servizi. «È la soglia minima che ci è stata assicurata fino a fine giugno - afferma Aicardi - Per ora non abbiamo notizie di nuovi arrivi ma i continui sbarchi fanno presupporre che il contrario. Stiamo riuscendo a gestire la situazione, ma in caso di nuovi arrivi avremo bisogno di ulteriori aiuti».

L’ultimo gruppo di profughi giunti a Reggio risale a domenica scorsa. Venti persone che si sono subito allontanate, per raggiungere altre mete. Quelli rimasti, invece, sono giunti tra il 21 marzo e il 29 aprile, e hanno intenzione di restare in zona. «Gli ultimi arrivati sono in maggioranza nigeriani, poi ci sono maliani, gente dal centro Africa, dal Sudan, dal Gambia - racconta Aicardi - Sono giovani e uomini adulti. Le donne sono solo tre, ma due sono in dolce attesa. Da quanto ci hanno comunicato, non vogliono andarsene, ma chiedere asilo politico o comunque protezione allo Stato italiano. Vedremo il da farsi nelle prossime settimane». Ad essere messe sottopressione sono ora le risicate risorse del capoluogo Reggio, al quale non sono giunti aiuti significativi da parte delle altre amministrazioni della provincia. «In caso di nuovi arrivi speriamo che ci siano offerte da altri comuni - dice Aicardi - potendo così suddividere i migranti perché il posto a nostra disposizione sta per finire». «Se volete potete portare da lunedì scarpe da uomo usate e telefoni in disuso alla Casa albergo comunale, via dell'Abate 28. Grazie a tutte e tutti».

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