Denuncia l’ex Banco dei Santi per usura
Scandiano, la nuova “battaglia etica” di Angelo Santoro: «Chiediamo risarcimenti per milioni»
SCANDIANO. Una denuncia per usura contro il Banco Popolare di Verona e Novara, il gruppo che ha assorbito il Banco di San Geminiano e San Prospero. Con una richiesta di milioni di euro di risarcimento. «Una battaglia etica», spiega il proponente, Angelo Santoro, come titolare della propria azienda Learning and Communications, supportato dall’avvocato Biagio Riccio e dalla fondazione Sdl, che si occupa di problemi finanziari e bancari, con il fondatore Serafino Di Loreto.
Nel documento non si parla di cifre precise, «ma l’entità sarà corposa, nell’ordine dei milioni di euro». Santoro da anni si batte su questi temi con l’associazione Interessi Comuni, che a breve si trasformerà in una fondazione. Ora ha deciso di fare un passo ulteriore, la denuncia per usura verso il Banco, informato tramite lettera alle varie sedi, oltre che alla sezione modenese della Banca d’Italia. La banca è quella del territorio locale, con cui Santoro – in questo caso simbolo di un’azione che ovviamente ha aspettative più ampie – ha rapporti da anni, per i conti personali come con quelli professionali. Il bersaglio è più ampio, il sistema bancario italiano, o meglio «i funzionari, di alto come di basso livello, che le gestiscono», spiega.
«Qui si parla di usura e spesso anche di ricatto. Qui si fanno scelte scellerate che stanno mettendo in crisi la società. È giusto che la banca abbia i suoi profitti, ci mancherebbe, ma quando il costo sociale è così elevato qualche domanda va posta». Santoro ha presentato la sua azione assieme all’avvocato Riccio e all’imprenditore Giovanni Pastore, autore di tante battaglie anche mediatiche contro la pressione che le banche mettono verso le imprese e i risparmiatori.
«E’ una battaglia etica, e anche noi professionisti che ci impegniamo in questa battaglia devolveremo quello che guadagneremo alla fondazione di Santoro». Alla base di questa scelta, una situazione sempre più dura, «iniziata nel 2004 e 2005, quando le banche inseguivano le persone per offrire denaro in prestito. E poi sono stati ideati strumenti che rappresentano una vera usura, per gli imprenditori come per i risparmiatori. Ci sono condizioni complesse che mettono in enorme difficoltà le persone, con conseguenze spesso tragiche».
Adriano Arati
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