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Il centro del paese è il tema “caldo”

Il centro del paese è il tema “caldo”

Da tempo è chiuso al traffico e i commercianti segnalano forti cali del fatturato. Ecco le soluzioni dei candidati sindaco

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CASALGRANDE. Si sono succeduti 2 sindaci e sono passate quasi 3 legislature e la chiusura al traffico del centro continua a far discutere. Tutto ebbe inizio a cavallo degli anni duemila quando, al tempo della giunta di Luciano Branchetti, venne rifatta la pavimentazione nella piazza del municipio e in una parte di via Aldo Moro. Venne scelto come materiale una pietra naturale che però, per le sue caratteristiche, non riusciva a reggere il peso dei mezzi pesanti in transito. Poi la scelta politica di ricavare un’area pedonale per creare un centro urbano ai Boglioni fece il resto, e quindi il passaggio delle automobili e degli altri mezzi venne vietato. Negli anni successivi iniziò a montare la protesta dei commercianti del centro: denunciarono perdite del fatturato, dal 2001 al 2007, che andavano dal 13 al 59%. Proteste che culminarono con una petizione firmata da un migliaio di cittadini e con molte discussioni in consiglio comunale, che però non portarono alla riapertura del centro. Come contropartita, venne lanciata l’idea di recuperare completamente il centro di Casalgrande, che fino a pochi anni prima non era nient’altro che una serie di quartieri in cui transitavano numerosi tir diretti alle aziende ceramiche. Dalle giunte guidate da Andrea Rossi venne lanciato il concorso dedicato alla creazione di un nuovo centro per i Boglioni, e alla fine il progetto di idee ha preso corpo, anche se deve essere ancora terminato. Dal 2007 ad oggi il centro di Casalgrande – fra realizzazione della Pedemontana, sottopassaggi e progetti di recupero di vari fabbricati – è stato quasi sempre un cantiere aperto, tanto che la viabilità è stata modificata a più riprese, fra le proteste dei cittadini e di chi richiedeva nuove soluzioni. Con le nuove elezioni comunali, commercianti e cittadini vorrebbero una nuova viabilità e l’apertura al transito di quei 150 metri di area pedonale presente ai Boglioni. Argomenti diventati cavalli di battaglia dei candidati sindaci, soprattutto di centrodestra. In effetti, il centro dei “Boglioni” non ha molte attrattive turistiche e il fatto che sia completamente lastricato di pietra serena di colore grigio, con pochissime piante, fa sì che d’estate c’è molto caldo e d’inverno molto freddo, con lamentele per mercati, fiere e feste di piazza organizzate dalle varie associazioni. Momenti che però non sono sufficienti per dare un impulso decisivo al commercio e alle attività ancora presenti e che non hanno chiuso negli ultimi dieci anni. Per i commercianti un nuovo piano della viabilità è sicuramente auspicato, tanto che tutti e sei i candidati sindaci nelle loro risposte sotto riportate appaiono molto disponibili a scelte condivise dalla popolazione.

Paolo Ruini

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