Gazzetta di Reggio

Reggio

Lettera anonima,Vecchi va in Procura

di Evaristo Sparvieri
Lettera anonima,Vecchi va in Procura

Il candidato Pd presenta una denuncia contro ignoti per diffamazione: «Contenuti minatori, temo per la mia incolumità»

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REGGIO EMILIA

Una lettera anonima e diffamatoria, inviata alle redazioni dei quotidiani della città, compresa la Gazzetta, che da giorni circolava anche tra le mani di diversi candidati. Un vile tentativo di mettere in moto una spregevole macchina del fango, con lo scopo di inquinare la campagna elettorale proprio alla vigilia del suo rush finale, attraverso una ricostruzione acrobatica di presunti legami di parentela tra Luca Vecchi e sua moglie con ambienti calabresi in odore di criminalità, distanti nella realtà anni luce.

È stata una vera azione di dossieraggio denigratorio quella attuata nei confronti del candidato del centrosinistra Luca Vecchi, che allertato dalla dovizia di particolari riportati nel documento, ieri pomeriggio ha deciso di portare la lettera in questura, presentando una querela contro verso ignoti. «In questi giorni ho avuto modo di ricevere una lettera anonima che, sulla base di inquietanti falsità, ha lo scopo di produrre un’azione intimidatoria gravemente diffamante del sottoscritto e della mia famiglia, con accuse gravi e infondate – fa sapere il candidato Pd – Ho provveduto a effettuare denuncia all’autorità giudiziaria contro ignoti, e ho dato mandato ai miei legali di agire a tutela mia e della mia famiglia, anche al fine di diffidare chiunque ad un uso diffamatorio dei contenuti falsi di tale missiva. Considero grave un’azione che vuole ledere, a dieci giorni dal voto, attraverso la diffamazione, la dignità e l’onorabilità mia, personale e famigliare». Non sono state, tuttavia, soltanto le ardite ricostruzioni diffamanti contenute nella lettera a spingere Vecchi a presentare denuncia. A farlo, anche e soprattutto la preoccupazione per un testo ricco di dettagli sulla sua famiglia, che lascia presupporre da parte degli ignoti autori un piano preciso, volto a screditare il candidato Pd con ogni mezzo, al limite della minaccia. Luca Vecchi ha ricevuto la lettera un paio di giorni fa. «Mi ha subito scosso - racconta - ancor di più quando ho saputo che era stata inviata anche ad altre persone. Non nego che sono preoccupato per la sicurezza stessa mia e dei miei famigliari, e considero non degno di una città come Reggio il ricorso ad azioni di questo genere». Anche altri candidati avrebbero avuto in mano il documento. E ci sarebbe stato persino chi lo avrebbe portato negli ambienti della Procura e delle forze dell’ordine, sperando in una fuga incontrollata di notizie che non c’è stata, e che mettesse ancor più alle corde il candidato Pd. Quest’ultimo, invece, ieri ha trovato il coraggio di denunciare autonomamente quelle che considera vere calunnie. E l’atto ora verrà trasferito dalla Questura alla Procura, allegato ad una denuncia firmata da Luca Vecchi in persona. «Non mi aspettavo che in una campagna elettorale si arrivasse a questo innalzamento del livello di violenza - conclude Vecchi - I contenuti della lettera sono falsi e fanno riferimenti a fatti e persone che non conosco, cercando di teorizzare relazioni non vere tra me e ambienti della malavita. La mia vita è trasparente, tutti sanno come vivo. Ciò che è accaduto, però, non voglio farne motivo di polemica politica: non sono stato diffamato dai miei avversari, ma da soggetti anonimi. E ho ritenuto che per l’interesse della città questi fatti dovessero essere denunciati».

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