Ricci Casa, salta l’incontro scatta lo sciopero a Ciano
Canossa: i titolari non si presentano al tavolo, indette 48 ore di mobilitazione Cagossi (Cgil): la sede bolognese è troppo lontana, impugneremo i trasferimenti
CANOSSA. Doveva tenersi ieri, a Ciano d’Enza, l’atteso incontro tra i lavoratori e i titolari della Ricci Casa, azienda di rivendita mobili che ha chiesto il trasferimento di 8 dei 30 addetti totali verso Bologna. Il tavolo, però, è saltato all’ultimo momento, facendo infuriare i lavoratori, che hanno indetto a partire da oggi uno sciopero di due giorni. «Renzo Ricci ha chiamato dicendo che non si sarebbe presentato - racconta Caroligna Cagossi, della Filcams Cgil - L’incontro era fissato da tempo e non ci sono scuse per la sua assenza. Le attività di trasloco degli uffici è già cominciata senza che ci sia stata un confronto definitivo con i sindacati. Per questo i lavoratori hanno deciso di scioperare e di impugnare i trasferimenti, perché ritenuti illegittimi e lesivi del pieno svolgimento della vita familiare e sociale dei lavoratori».
Ad essere coinvolti nel piano di trasferimento sono otto impiegati, tutti residenti tra Castelnovo Monti e Canossa, che da lunedì dovrebbero percorrere decine di chilometri per raggiungere Crespellano, sede dell’azienda. Un tragitto troppo lungo e dispendioso sia in termini di tempo che di denaro: «Se utilizzeranno le proprie auto, dovranno sborsare 500 euro al mese, da sottrarre a stipendi che toccano un massimo di 1.200 euro - racconta Cagossi - E raggiungere Crespellano con i mezzi pubblici è praticamente impossibile, la zona non è servita bene e perdere tre ore al giorno per andare al lavoro è impensabile». Contrariamente a quanto chiesto l’azienda, lunedì prossimo i lavoratori si presenteranno comunque nella filiale di Ciano, boicottando il trasferimento finché non si riaprirà il tavolo sindacale. (e.l.t.)
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