Confindustria lancia la sfida agli anti-Euro
Dall’associazione degli industriali un documento con dieci punti per i candidati elle Europee
Per la prima volta Unindustria lancia un appello al voto agli elettori per le Europee del 25 maggio, accompagnato da un chiaro monito per chi, come Lega Nord e M5S, chiede l’uscita dall’euro e il ritorno della sovranità monetaria. Lo fa attraverso il direttore generale nazionale Marcella Panucci, arrivata ieri nella sede reggiana di via Toschi per presentare il documento con le richieste poste dall’associazione ai candidati per un seggio all’europarlamento. Dieci punti elaborati con gli associati, che delineano le strategie per far tornare l’impresa italiana a crescere nel contesto comunitario. Proprio da qui parte Panucci, sottolineando che, in base ai riscontri ricevuti, «la stragrande maggioranza degli imprenditori italiani vogliono l'Europa e l'euro perchè, anche con la lira svalutata, l'Italia non sarà mai in grado di competere in termini di prezzo con paesi come Cina e India e le esportazioni subirebbero un duro colpo». E ancora, attacca: «Vedo una grande superficialità nel dibattito politico: chi dice che bisogna uscire dall’euro non ricorda forse che prima dell'ingresso nella moneta unica eravamo ad un passo dal default e mente sui benefici che porterebbe alle aziende». Basti pensare, prosegue Panucci, «a chi possiede titoli di stato e che con la lira vederebbe decurtati del 30% i risparmi di una vita. Ricordiamo quello che è successo in Argentina». Sulla stessa linea il presidente degli industriali reggiani, Stefano Landi: «L'Europa vive oggi la contraddizione di una moneta forte con un’economia debole e una politica comune quasi assente. La fine dell'Europa, però, la pagherebbero, e a carissimo prezzo, le economie nazionali deboli e indebitate, i cittadini più deboli e le imprese – afferma – le nostre esportazioni poi va detto che riescono ad imporsi grazie alla capacità industriale delle imprese italiane e non credo trarrebbero vantaggi, come sostengono alcuni degli “anti-euro italiani”, da una nuova “lira leggera”. Eliminare quindi l'Eurozona comporterebbe costi e rischi enormi e incognite innumerevoli». Per il presidente, «le scelte degli anni scorsi, basate solo sull’austerità, hanno prodotto serie lacerazioni nel tessuto economico e sociale che hanno colpito duramente il lavoro le imprese». Ecco perchè, quindi, «ora serve costruire insieme un ambiente comune favorevole al lavoro e all'impresa, fondato su una nuova alleanza tra innovazione, politica ed economia».
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