Gazzetta di Reggio

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«Nel mio programma mille posti di lavoro»

di Evaristo Sparvieri
«Nel mio programma mille posti di lavoro»

Antonio Casella, candidato di Reggio Democratica e Comunisti Italiani «No Park? Ormai gli altri candidati sono diventati parcheggiatori abusivi»

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Per tutti è il principale oppositore del parcheggio sotterraneo in piazza della Vittoria. Ma è anche il protagonista di una serie di battaglie, a colpi di mozioni popolari, sulle riduzioni delle spese della politica, sulla trasparenza nei cda delle partecipate e sul centro storico, per citarne alcune. Argomenti entrati a far parte di un vasto programma elettorale, attraverso il quale Antonio Casella, candidato di Reggio democratica e Pdci, intende «far tornare Reggio la città speciale di una volta».

Casella, il suo nome è legato al parcheggio. Un tema caldissimo in campagna elettorale, anche per l’inchiesta sull’Expo.

«Lo abbiamo sempre detto: è un cantiere che si deve fermare. Noi siamo garantisti, e aspettiamo gli sviluppi dell’inchiesta, ma crediamo che si debba fare chiarezza e si debbano tutelare i cittadini dalle conseguenze che potrebbe esserci anche per Reggio Emilia Parcheggi Spa. Quello che chiedevamo come mozione, tra l’altro, si è realizzato. E abbiamo già vinto una battaglia, anche se la partita resta aperta: i lavori dovevano partire da ottobre, ma ormai si discuterà del parcheggio anche nella prossima legislatura, nonostante il Comune abbia piazzato un muro di Berlino».

Proprio l’opposizione al cantiere sembra un elemento comune a tutti i candidati, eccetto Luca Vecchi.

«A Vecchi riconosco la coerenza, anche se penso che ha il dovere di essere a favore per “contratto”, altrimenti non lo avrebbero candidato. Ma cosa dicono i suoi alleati Sel e Becchi dei Leoni, che è anche presidente di Legambiente? Sono davvero favorevoli a scavare? Vaccari e i 5 Stelle sono stati tra i primi ad aderire alla nostra mozione. Poi ci sono i “parcheggiatori abusivi”».

In che senso?

«La Prampolini, da presidente di Confcommercio, non ha mai detto nulla sugli allarmi dei commercianti dell'Isolato. Adesso se ne esce con un esposto. E le ricordo che alcuni consiglieri di Forza Italia uscirono quando si votò, perché avevano interessi legati ai box. Fantuzzi, da segretario e responsabile economico Idv, faceva parte della maggioranza che ha deciso il parcheggio. E nessuno ha mai partecipato alle iniziative del comitato, mentre le nostre mozioni sono state lanciate dal 2012, prima della campagna elettorale. Chi non vuole il parcheggio deve votare Reggio democratica».

Ammetterà che le sfide di Reggio non si limitano al Park Vittoria?

«È vero. La priorità è il lavoro. E proprio dal lavoro partirà la mia amministrazione, insieme a casa, fisco e trasporto pubblico. Senza dimenticare la cultura, con la quale non è vero che non si mangia».

Lavoro, dunque. Qual è la sua ricetta?

«È naturale che il sindaco non può risolvere il problema di migliaia di disoccupati, ma può creare le condizioni per avere almeno 1000 posti di lavoro, con progetti di micro-cooperative ad esempio per gli scuolabus. Oppure per la manutenzione delle strade e delle piazze. Poi punterei su mozioni per incentivare chi vuole aprire botteghe in centro o in altre zone della città: condizioni per creare altro lavoro».

Casa. Qui cosa mi dice?

«Che abbiamo ottomila case vuote e persone che dormono in strada. E che molti proprietari hanno inquilini che non riescono a pagare l’affitto, dovendo continuare a pagare le tasse. Credo che si debba far scendere il costo medio degli affitti, praticando tariffe calmierate in cui il Comune si fa garante verso i proprietari, ai quali bisogna abbassare a loro volta le tasse».

E su fisco e trasporti?

«Sul fisco si dovranno togliere tutti i balzelli, recuperando dagli sprechi. È normale che si debbano spendere soldi per i conta-biciclette delle ciclabili? Sul trasporto pubblico, invece, penso a un sistema integrato: non si può ragionare singolarmente di autobus, treno e trenino, quando più del 20% dei reggiani lavora fuori città, mentre quasi tutta la provincia viene a Reggio. Serve una visione globale: non è vero che si arriva a Milano in 40 minuti se poi la stazione è collegata male. Per questo servono più bus, rafforzando le corse nelle fasce di punta. Non è possibile che le corse finiscano alle 20. E poi servono parcheggi scambiatori distribuiti meglio. Sono inutili se in centro storico».

Tanti incentivi e tante riduzioni. Ma dove troverà i soldi?

«Solo dai tagli ai costi della politica circa 900mila euro: il taglio da 11 a 5 assessorati, da 4 a 2 dirigenti d’area e l’eliminazione del direttore generale. Un altro milione lo andiamo a prendere dalle consulenze esterne. Non è possibile che un Comune di 1.500 dipendenti debba pagare due milioni di euro di consulenze. Sono solo due voci, ma c’è ancora spazio. Penso che sia il momento di scegliere dove dare i soldi. C’è chi pensa di doverli mettere in un parcheggio. Io no».

Centro storico. Anche qui si chiede un rilancio.

«Penso che le piazze principali dovrebbero tornare ad essere animate dalle scuole. E abbiamo pensato anche di aprire piccole microsale per i giovani, di 70 e 80 posti, dove ogni sera trovare un’offerta diversa. Dalle microsale, possono nascere pub e altre attività, rilanciando il centro. Ed è una tristezza vedere tre teatri chiusi. Apriamo anche questi alle scuole. È un fatto di educazione civica».

Ma quale sarà il suo primo atto da sindaco?

«Recuperare il rapporto tra istituzioni e cittadini, che è venuto a mancare. Per questo istituirò comitati di quartiere che prenderanno il posto delle circoscrizioni, dove i cittadini parteciperanno dalla progettazione alla realizzazione di qualsiasi opera».

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