«Non vedo elementi di reato nella lettera»
Il procuratore capo Grandinetti sulla missiva anonima che parla di Vecchi: «Ma faremo accertamenti»
«Dal mio punto di vista, non ci sono fatti che possano costituire reato. In ogni caso, la lettera verrà esaminata e approfondita».
Così il procuratore capo Giorgio Grandinetti parla della missiva anonima che sta circolando in questi giorni. In cui si parla del candidato sindaco Luca Vecchi, di sue presunte scomode parentele acquisite, e del poliziotto che telefonò alla comunità albanese e che fece scoppiare lo scandalo primarie.
Mercoledì, lo stesso Vecchi aveva provveduto a presentare una denuncia per diffamazione in questura. Ma non è la sola iniziativa sulla lettera anonima. «Più di una copia ci è stata fatta pervenire in questi giorni, già a partire dalla scorsa settimana, da polizia e carabinieri» spiega Grandinetti. A darla alle forze dell’ordine molte delle persone che l’hanno ricevuta. Lo stesso testo, infatti, è stato far circolare come mail, ma anche come posta ordinaria, dattiloscritta. Sul documento, Grandinetti aggiunge: «Sicuramente, ci sono una serie di fatti e circostanze, non so fino a che punto veri, che per essere scritti richiedono un lavoro di ricerca e conoscenze. E’ articolata e strutturata. Ma non vedo uno sbocco, per ora, dal punto di vista penalistico. Poi è chiaro che ci sono altri spunti e piani di interesse». Come quello politico, per esempio, dato il momento prossimo al voto. Ma alla domanda se tale missiva sia stata girata anche alla Direzione Distrettuale Antimafia, Grandinetti però dichiara che non intende rispondere. Ma chiarisce che se non si individueranno fatti rilevanti dal punto di vista penale nella lettera, non si arriverà nemmeno all’identificazione di chi l’ha scritta e fatta circolare. (el.pe)
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