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Coopsette, il resort sul Garda torna sotto sequestro

di Enrico Lorenzo Tidona
Coopsette, il resort sul Garda torna sotto sequestro

Opere abusive e rischio idrogeologico: il tribunale del Riesame rimette i sigilli al villaggio turistico da 100 milioni di euro

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CASTELNOVO SOTT (Reggio Emilia)

Il rischio di smottamenti o caduta sassi su appartamenti, negozi, parcheggio e circolo velico è troppo alto. Per questo il tribunale del Riesame di Brescia ha deciso di rimettere i sigilli al villaggio turistico costruito da Coopsette sulle rive del lago di Garda. Un colpo di scena che gela la coop di Castelnovo Sotto, destinataria nel luglio del 2013 della notifica del dissequestro del villaggio mozzafiato costruito su 14 ettari di terreno posti sulla sponda che lambisce il comune di Tremosine.

A distanza di otto mesi da quell’atto che aveva fatto tirare un sospiro di sollievo, il centro velico e turistico costruito a Campione del Garda è di nuovo nella bufera. I giudici del Riesame Michele Mocciola, Elena Stefana e Andrea Guerrerio hanno accolto il ricorso presentato dal pubblico ministero Silvia Bonardi contro il dissequestro, avallato dalla Cassazione.

Nell’ordinanza emessa ieri dal Riesame, viene nuovamente posto l’accetto sul reato di edificazione abusiva, considerata tale perché avvenuta su un’area ad alto rischio: la grande montagna a ridosso del resort non è stabile, circostanza che non consentiva la costruzione di nuovi edifici. «Ci sono solidi margini per un ricorso in Cassazione, stiamo predisponendo una nota ufficiale con i nostri legali» è la sintetica dichiarazione rilasciata ieri da Fabrizio Davoli, presidente di Coopsette.

Lo scorso febbraio era caduta l’ultima tegola giudiziaria a Castelnovo: era stata depositata infatti la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del presidente della coop Fabrizio Davoli per presunti abusi edilizi. Accuse confermate anche a Donato Fontanesi, presidente fino al 2007 della coop (due anni prima quindi dell’inizio del progetto sul Garda). Con loro sono imputati altri due reggiani, Rubens Burani e Fabrizio Vezzani, posti al vertice della Campione del Garda spa, società veicolo controllata al 48% da Coopsette nella quale sono confluiti i lavori del maxi cantiere. La richiesta comprende anche altri 16 imputati tra componenti del consiglio comunale e sindaco di Tremosine, che avevano espresso parere favorevole alla delibera di approvazione finale del piano particolareggiato per il recupero della zona.

Ora il nuovo affondo, che mette in bilico il progetto della coop impegnata in una procedura di concordato omologato e prossima alla fusione con la cugina Unieco. Già all’inizio della prossima settimana, la Guardia di Finanza rimetterà i sigilli al parcheggio del Comune di Tremosine, al chiosco costruito a ridosso della spiaggia, al circolo velico e ad alcune delle abitazioni nuove. Restano agibili, a quanto si apprende, le abitazioni vendute a suo tempo anche se abusive.

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