«Esporterò a Reggio il modello Verona»
Gianluca Vinci, il candidato della Lega, punta tutto sulla sicurezza E mette in lista un aspirante assessore al Welfare di origine rwandese
«La mia Reggio? Sarà sicura come Verona e Sassuolo, due realtà ben amministrate dalla Lega». Si è distinto per una campagna elettorale in cui non ha risparmiato qualche “chicca”, come un improbabile viaggio in trattore per sollevare la questione della declassazione di un tratto della tangenziale o la proposta di nominare assessore al Welfare Fidele Muhineza, veterinario 49enne di origine rwandese. Ma, in vista delle amministrative, la vera sfida per il giovane candidato della Lega, Gianluca Vinci, intimo amico di Matteo Salvini, sarà soprattutto quella di chiamare a raccolta tutti i delusi dal Carroccio, travolto da scandali nazionali e da una diaspora di esponenti locali che rischia di dissipare un tesoretto di consensi pari al 15,99%, risultato raggiunto nel 2009. «Gli scandali? Sono stati pilotati e i fatti ci danno ragione: dopo due anni non c’è nessuna sentenza, nè c’è stata alcuna udienza. Tante, invece, le archivazioni passate inosservate».
Vinci, la Lega punta tutto sulla sicurezza. Tanto per cambiare, verrebbe da dire...
«La Lega da sempre punta sulla sicurezza. Com’è noto, ho messo in lista Giorgio Varchetta, un ex carabiniere, proprio per dare un segno preciso dell’importanza che ha per noi la sicurezza, che deve essere affrontata con competenza».
Non crede che sia un argomento demagogico?
«Dove siamo al potere, come Sassuolo e Verona, ci sono città sicure. È demagogico che a parlare di sicurezza sia la sinistra. Diventa ridicola».
I modelli, dunque, sono Sassuolo e Verona. Ma qui a Reggio? Cosa farebbe?
«C’è bisogno di un aumento dell’organico della municipale e di una redistribuzione dei compiti. La municipale ha sempre potuto svolgere compiti di sicurezza, ma ne fa sempre meno a causa di un preciso indirizzo politico della giunta, che impone di far solo multe. Attualmente sono solo quattro gli agenti antidroga su un organico di oltre 160 poliziotti. Poi, come a Sassuolo, vogliamo prendere un cane antidroga e aumentare i presidi nelle zone calde della città, con passaggi costanti degli agenti, senza strutture fisse, all’ospedale, in via Turri e nei giardini pubblici».
Sarà sufficiente per combattere il degrado?
«Ci sono diverse forme di degrado. Tra queste i centri massaggi gestiti dai cinesi, con quelle vetrine colorate. Qui non è un problema di prostituzione, ma di degrado dell’intero quartiere. E si contrasta con l’eliminazione delle vetrofanie: è una misura che rientra nei compiti di sindaco e asl, ai quali affiancare controlli serrati sulle licenze».
Centri cinesi, dunque. Sarà felice il suo candidato rwandese?
«La Lega già ha avuto assessori di colore in altre amministrazioni. Noi premiamo le qualità di una persona e Fidele è vicino al nostro movimento: la prima cosa che ci ha detto è “stop all’immigrazione”: non vuole che i suoi figli debbano emigrare come ha fatto lui. Tra l’altro è un professionista che porta valore aggiunto».
In campagna elettorale ha raccolto firme anche per un referendum per riaprire le case chiuse.
«La prostituzione è un problema per quello che riguarda l’esposizione su strada, come su via Martiri di Piazza Tien An Men, e in generale la tangenziale in direzione di Parma, dove c’è fortissimo passaggio di auto. Deve essere ripulita».
La tangenziale, appunto: come va con il suo trattore?
«La viabilità è un’altra delle mie priorità. E spero che la tangenziale torni ad essere tale, in modo che i trattori non possano più circolare. Nel mio programma, c’è il prolungamento della tangenziale nord, ma anche la realizzazione di un sovrappasso in via Inghilterra, di un sottopasso in via papa Giovanni, di un parcheggio scambiatore all’uscita dell’autostrada e di un raccordo a raso da via Tassoni sulla tangenziale di Canali. Sono provvedimenti che velocizzerebbero l’attraversamento nord-sud ed est-ovest della città. La stessa città li chiede da oltre vent’anni. E poi vorrei riportare parcheggi gratuiti in centro».
Ma dove troverà i soldi per questi lavori?
«Li vado a prendere dal riesame delle voci di bilancio. La differenziata porta a porta determina ad esempio un aumento dei costi nelle aree in cui è inserita per due milioni di euro: è impensabile portarla su tutto il territorio comunale. Noi vogliamo fare un’altra differenziata, non porta a porta, ma con la reintroduzione di bidoni e sacchetti consegnati alle famiglie con codice a barre. I costi diminuiscono ed è già stata applicata in Trentino. Recuperiamo due milioni solo da questa operazione».
Nessuna riga sul Park Vittoria...
«A mio avviso va modificato, ma non bloccato. I cittadini chiedevano da anni un parcheggio per la sosta temporanea. Oggi diverrà esclusivamente per i box privati. Ed è troppo vicino all’Isolato. Il progetto è sbagliato nelle dimensione e nell’utilizzo, e penso che Reggio abbia problemi più urgenti».
Per esempio?
«Rivitalizzare il centro, prolungando l’apertura degli orari dei locali notturni: chiudere a mezzanotte significa che in centro alle 23 si decide di non andarci, perché sta già finendo la serata».
Ma perchè, dopo le scissioni che ci sono state qui a Reggio, si dovrebbe votare ancora il Carroccio?
«Le motivazioni che hanno portato alla divisione non sono state locali, ma nazionali. E se fossimo stati in maggioranza al Comune non ci sarebbe stata scissione. Quanto agli scandali nazionali, quando si vedrà che non c’era nulla dietro, sono sicuro che la Lega troverà ancora più forza di quella che sta dimostrando in questo momento».
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