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Minibù sovraffollati, scoppia la protesta

Minibù sovraffollati, scoppia la protesta

In viaggio con i rappresentanti dei sindacati per raccontare un calvario che riguarda sia autisti che passeggeri

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«Tutti i giorni siamo schiacciati come sardine e a volte si rischia anche la vita. La settimana scorsa, mentre stavamo facendo la rotonda del Meridiana, un ragazzo stava per cadere giù perché era appoggiato con tutto il peso contro la porta, che si è aperta all’improvviso. L’ho agganciato appena in tempo, per fortuna. Non avrei mai creduto di trovarmi davanti a scene così». Il racconto di Anna Tarsia e del suo calvario quotidiano in minibus per andare a lavoro è di quelli che fanno accapponare la pelle. A fare luce sulle condizioni di viaggio degli utenti del minibus sono state ieri mattina le sigle dei trasporti di Cgil, Cisl, Uil, insieme a Faisa-Cisal, Ugl e alle rappresentanze sindacali unitarie dei lavoratori di Til, l’azienda che fornisce gli autisti per il servizio.

I sindacati hanno accompagnato i giornalisti in un viaggio a bordo di un mezzo della linea E, nel tratto che va da via Emilia Santo Stefano al Coin di via Emilia San Pietro. Si parte, ma nel giro di due fermate il minibus è già pieno. Qualche persona inizia a lamentarsi con l’autista. «Non è possibile - dice una signora anziana all’amica - è sempre così». Secondo gli autisti non c’è solo il problema del sovraffollamento, che inoltre aumenta spazi e tempi di frenata a causa del carico eccessivo. Nel mirino anche i ritardi e i ritmi di lavoro, due problemi che spesso si intrecciano. «Siamo sotto l’organico necessario - dice Alfredo Iourio, da 15 anni in Til - e molte volte ci ritroviamo a fare tragitti che non conosciamo».

E come se non bastasse, i problemi arrivano anche dalla viabilità. «Da via Emilia Santo Stefano a piazzale Tricolore - continua Iourio - incontriamo diversi altri mezzi pesanti, che ci rallentano l’andatura e ci costringono a fare manovre pericolose. I problemi maggiori si presentano nelle mattinate di martedì e venerdì, quando c’è il mercato in centro». E in effetti capita spesso di vedere il minibù fermo sul ciglio della strada, mentre lascia passare un camion o un altro mezzo del trasporto pubblico. A volte gli autisti sono costretti addirittura a transitare parzialmente sul marciapiede, anche per evitare le automobili parcheggiate regolarmente negli stalli, come di fronte al Coin.

Ma i problemi sono diversi, anche se alcuni richiederebbero solo un minimo di buon senso per arrivare alla soluzione. Per esempio, non si capisce come si possa concedere a un bar in via Emilia San Pietro il permesso per una distesa estiva che invade letteralmente la carreggiata, con un grave rischio per gli avventori e gli utenti della strada.

Di questo e altri problemi se ne deve essere reso conto anche il candidato sindaco Luca Vecchi, che è apparso allìimprovviso e ha voluto dire la sua sull'argomento. «Stavo passando per caso di qua - ha detto Vecchi - e mi è sembrato giusto fermarmi. La sicurezza nel trasporto pubblico è una questione molto importante. In Comune ne siamo consapevoli. Io ne sono consapevole». Immediata, è arrivata la risposta di Ciro Maiocchi, segretario della Filt-Cgil. «Allora dovete chiamare gli autisti quando ne discutete, perché di solito questo non succede».

Ivan Rocchi

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