Park Vittoria, faro della procura sulla gara di appalto
Predisposto un pool di investigatori e una squadra di pm per analizzare il project financing e gli assetti societari
REGGIO EMILIA
E’ l’intero procedimento di gara e la successiva attribuzione degli appalti a essere sotto la lente degli investigatori. Non solo per i numerosi esposti arrivati in procura, ma anche e soprattutto alla luce dell’inchiesta milanese sull’Expo. Dove il nome di Reggio Emilia e di uomini d’affari legati alla città compare a più riprese.
Parliamo del Park Vittoria, del parcheggio sotterraneo da 247 posti che il Comune di Reggio ha deciso di costruire sotto a piazza della Vittoria, nel cuore del centro storico. Un’opera controversa, se non altro per come è riuscita a dividere l’opinione pubblica sull’opportunità di realizzarla.
IL SUMMIT. Ieri mattina in procura si è tenuto un vertice tra magistrati e investigatori. Nell’ufficio del procuratore capo Giorgio Grandinetti si sono riuniti i due magistrati che sono stati delegati a occuparsene – la dottoressa Valentina Salvi e la collega Giulia Stignani – con i vertici del Nucleo Investigativo e del Nucleo Informativo dei carabinieri della compagnia di Reggio, il maggiore Giuseppe Marinelli e il colonnello Alessandro Dimichino. Gli occhi sono puntati sulla gara e sui concorrenti che hanno partecipato. «Vogliamo capire chi ha vinto, chi ha perso o se hanno vinto tutti – spiega il procuratore capo – Ci interessano le vicende successive, quelle per l’affidamento dei lavori. Cosa è successo dopo? C’è stato un rimescolamento? E’ stato legittimo? E lo è stato nella sostanza e non solo nella forma? C’è molto da capire e da approfondire». In quest’ottica, si stanno concentrando le attenzioni anche sulla presenza nel cantiere della società Pac, il cui cartello sul muro che delimita piazza della Vittoria è apparso in questi giorni. Grandinetti chiarisce che per il momento non sono stati ipotizzati reati e che si sta guardando se eventualmente siano state violate norme sul fronte turbativa d’asta, abuso d’ufficio, frode. Ha anche ribadito che si stanno prendendo contatti con la procura di Milano, per capire se nelle carte dell’inchiesta sull’Expo in cui è finito anche il nome di Filippo Lodetti Alliata – amministratore unico della Reggio Emilia Parcheggi Spa – ci siano elementi che interessano anche il progetto reggiano.
IN AZIONE UN POOL. Sull’inchiesta Park Vittoria, il comandante provinciale colonnello Paolo Zito ha predisposto un vero e proprio pool di investigatori. Stanno acquisendo documentazione. E nelle loro mani ora ci sono anche i tre esposti che hanno dato impulso all’attività di indagine. Da una parte, c’è quello della stessa Reggio Emilia Parcheggi Spa che richiama l’attenzione sul clima di tensione che ruota intorno al cantiere. Dall’altra ci sono due esposti che, invece, puntano il dito sul progetto stesso. Uno è a firma di Matteo Oliverieri (Movimento 5 Stelle), presentanto lo scorso mese di novembre. E che denuncia le problematiche del cantiere, anche dal punto di vista archeologico.
L’ESPOSTO ANONIMO. L’altro, invece, è arrivato agli inquirenti in forma anonima. Si tratta di un lungo e articolato documento che ripercorre lo storico del progetto per la realizzazione del garage privato sotterraneo di piazza della Vittoria. Ma analizza anche la Reggio Emilia Parcheggi Spa, la composizione societaria, la gara per l’aggiudicazione dei lavori. E’ di questi giorni l’invio di un altro esposto sul Park Vittoria, da parte della candidata sindaco del centro destra Donatella Prampolini. Un documento destinato ad aggiungersi alle carte acquisite e in corso di acquisizione da parte dei carabinieri che stanno indagando.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
