Parmigiano Reggiano, calano i prezzi
Dalla crisi del latte alle ripercussioni sul formaggio. Alai: «Se non ci saranno speculazioni è prevedibile una veloce ripresa»
REGGIO EMILIA
Una grave crisi di livello internazionale sta riducendo i prezzi del latte in termini che si avvicinano al 50%. Un fenomeno preoccupante, dovuto al forte incremento delle produzioni di latte a livello europeo che si sono verificate negli ultimi mesi ma che ci si augura non vadano ad intaccare il mercato del Parmigiano-Reggiano che per fortuna vanta un filone tutto suo e produzioni molto stabili. Il crollo dei prezzi degli ultimi mesi interessa in primo luogo quello che in gergo tecnico viene definito il “latte spot” vale a dire quello sfuso, movimentato in cisterna, sia esso crudo che pastorizzato, e commercializzato settimanalmente al di fuori di qualsiasi contratto annuale o di lunga durata. La situazione dei prezzi del Parmigiano-Reggiano è fortunatamente in controtendenza anche se in questa particolare contingenza occorre prestare molta attenzione a fenomeni speculativi sempre possibili.
Dal punto di vista della produzione il comparto del Parmigiano-Reggiano ha tutte le carte in regola per garantirsi una stabilità di mercato derivante dagli impegni produttivi assunti e dalla programmazione delle produzioni. Questa d’altro canto è la strategia messa in atto dal consorzio e che dovrebbe permettere di salvaguardare la redditività del nostro prodotto tipico dopo le importanti impennate produttive avvenute nel 2011 e 2012, rispettivamente del 7.1% e del 2.3%, che sono ancora oggi in fase di definitivo riassorbimento. Non si dimentichi però che per un prodotto di lunga stagionatura le strategie intraprese hanno sempre effetti posticipati, rispetto al momento in cui vengono attuate, in termini di uno o due anni se non di più.
Purtroppo il mercato in crisi sta, pur se solo parzialmente, intaccando il prezzo del nostro formaggio che oggi vede una flessione dei prezzi dell’ordine dell’8% ma che si spera, emerge dalle considerazioni del Comitato Esecutivo del Consorzio del Parmigiano Reggiano, si stia finalmente arrestando. «Se non interverranno fenomeni speculativi - precisa il presidente del Consorzio Alai - è addirittura prevedibile una ripresa. Dall’inizio dell’anno la produzione è stabile e si attesta a livelli perfettamente compatibili con quelli della domanda che dal canto suo sul mercato interno flette leggermente nella grande distribuzione compensando, però solo parzialmente, con le vendite dirette in latteria».
Sul fronte dell’esportazione invece si continuano a registrare positivi incrementi anche in questi primi mesi del 2014 tanto che oggi si può sostenere che la crescita dell’export è attualmente dell’1% sul totale della produzione esportata. Produzione che ovviamente andrà a beneficiare del raggiungimento delle condizioni di equilibrio produttivo che, stando a quanto sostengono al Consorzio, da subito saranno in grado di stabilizzare i prezzi ma in un secondo momento potranno favorire un possibile leggero e graduale rialzo degli stessi.
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