Gazzetta di Reggio

Reggio

Campi neri alla Melli, interviene l’Arpa

Campi neri alla Melli, interviene l’Arpa

Correggio: l’effetto forse dovuti alla dispersione di liquami, appello dei residenti alla Provincia: «Vogliamo chiarezza»

2 MINUTI DI LETTURA





CORREGGIO. Sono intervenute anche l’Arpa e la forestale, a seguito di alcune segnalazioni dei residenti, per verificare cosa fosse gettato nei campi di proprietà dell’azienda Melli, in via Ronchi San Prospero. L’episodio è avvenuto ieri e non ha lasciato passivi i residenti della zona: l’odore acre che li ha accompagnati per tutta la giornata, infatti, li ha spinti a “denunciare” l’accaduto alle autorità competenti.

Oltre a questo, a indispettirli, il fatto che sul campo agricolo è stato versato uno strano liquido che in poche ore – e solo nella parte in cui era stato versato – ha letteralmente imbrunito il campo agricolo evidenziando un particolare effetto a chiazze. Un fatto che ha sollevato molti dubbi e sospetti da parte dei residenti che, pur essendo il campo di proprietà privata (dell’azienda Melli), non hanno esitato a contattare anche la redazione della Gazzetta. «Crediamo non sia più possibile oggi tacere ciò che sta succedendo – hanno spiegato alcuni di loro – Qualche giorno fa la Provincia, a seguito di alcune nostre richieste, ci ha assicurato che l’azienda ha un divieto di spandimento del digestato per almeno 60 giorni. Ed ecco che oggi (ieri, ndr) hanno gettato sui campi qualche liquido. Bene, vogliamo ipotizzare che non sia digestato? È liquame? Allora perché è così scuro? Vorremmo una risposta dagli enti competenti. Se quello versato oggi (ieri, ndr) non è digestato che ce lo dicano, che lo scrivano nero su bianco, ci diano una prova. E noi smetteremo di preoccuparci e denunciare. Ma se non è così, allora ci dicano cos’è quel liquido e perché il terreno su cui viene versato tutte le volte cambia colore, diventa nero, pare come “bruciato”. E, soprattutto, ci spieghino una cosa: se quello è digestato e viene sversato in un campo di grano noi possiamo davvero essere sicuri che quel liquido è sicuro e non inquinante? O che ancora, visto che questo si verifica a fianco delle balle di fieno che potrebbero essere utilizzate come mangime per le nostre vacche da Parmigiano; siamo davvero sicuri che il Parmigiano, o anche solo il latte prodotto da queste vacche che finirà sulle nostre tavole, non sarà inquinato? Tutto questo lo diciamo perché i nostri sospetti e le carte che abbiamo in mano ci portano a tutt’altre considerazioni. Secondo noi in quell’azienda succede qualcosa di strano. E vogliamo chiarezza. Se la Provincia prova che l’azienda opera in sicurezza, lasceremo perdere la nostra battaglia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google