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Coopsette: «Sconcertati per il sequestro del resort»

di Enrico Lorenzo Tidona
Coopsette: «Sconcertati per il sequestro del resort»

Tornano i sigilli sul villaggio turistico. Davoli: «Ci rivolgeremo alla Cassazione» Sgubbi, avvocato della coop, stupito per il decreto: «Non ci saranno demolizioni»

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La notizia del nuovo sequestro del villaggio turistico di Campione del Garda «ha suscitato sorpresa e sconcerto» tra i vertici di Coopsette, società titolare dei lavori di costruzione. I legali della coop di Castelnovo Sotto «ritengono che vi siano gli estremi per ricorrere in Cassazione e il ricorso verrà presentato al più presto».

Il tribunale del Riesame di Brescia ha deciso due giorni fa di rimettere i sigilli al resort eretto nel comune di Tremosine. Il rischio di smottamenti o caduta sassi dal monte che sovrasta gli appartamenti e le altre strutture turistiche è troppo alto, secondo i giudici. Coopsette e Campione del Garda spa (ques’ultima società operativa partecipata dalla coop stessa) respingono ogni addebito, confortate «dai numerosissimi provvedimenti favorevoli che molteplici organi amministrativi ed enti territoriali, che hanno istituzionalmente la cura del territorio, hanno nel tempo adottato».

L’iter di approvazione dei lavori, infatti, è stato avallato dagli enti locali e dalle autorità. Un percorso senza intoppi fino all’apertura dell’inchiesta dello scorso febbraio, sfociata nella richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del presidente della coop Fabrizio Davoli per presunti abusi edilizi legati al villaggio sul Garda. Accuse che hanno colpito anche Donato Fontanesi, presidente fino al 2007 di Coopsette. Nel registro degli indagati sono stati iscritti anche altri due reggiani, Rubens Burani e Fabrizio Vezzani, posti al vertice della Campione del Garda spa.

«Ricordiamo che l’intervento su Campione del Garda - scrivono in una nota ufficiale Davoli e Vezzani - è stato oggetto di valutazione e di autorizzazione da parte della Regione Lombardia, della Provincia di Brescia, del Comune di Tremosine, della Soprintendenza Archeologica, della Soprintendenza Beni Ambientali e Architettonici, della Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano, a cui si aggiungono le varie determinazioni e pareri delle Conferenze dei Servizi». Coopsette e Campione del Garda spa «sono sicure che la correttezza del loro operato sarà riconosciuta in sede giudiziale e auspicano perciò che il processo che sta interessando il borgo di Campione del Garda possa concludersi in tempi rapidi, per consentire alle due società di poter ritornare con maggiore serenità al lavoro per il futuro turistico e per lo sviluppo economico dell’area». All’operazione, infatti, è legato anche il risanamento di Coopsette e la riuscita del concordato. Stupore anche da parte di Filippo Sgubbi, avvocato delle due società, che non vuole sentir parlare di ipotesi demolizioni: «Sarebbe fantascienza».

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