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«Proteggiamo i nostri figli con il dialogo»

«Proteggiamo i nostri figli con il dialogo»

Vittime reali e potenziali e personalità deviate, risponde il criminologo e docente universitario Rossi

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Ecco le risposte che il criminologo Lino Rossi ha dato ad alcune delle domande che sorgono spontanee di fronte a episodi come quello accaduto venerdì mattina davanti alla scuola Media Boiardo di Scandiano.

Professore, come aiutare una ragazzina vittima di un episodio come questo a superare lo shock?

«Bisogna cercare di fare capire alle giovani vittime cosa in realtà è successo, perché spesso non è loro chiaro. Vivono un turbamento e un imbarazzo che gli adulti devono cercare di capire. Affrontare il tema della sessualità con i giovanissimi, invece, in genere è cosa difficile. Bisogna cercare di trovare le parole giuste per fare capire loro che quanto è successo non è un fatto comune, bensì eccezionale, attiene a un comportamento anomalo. Gli adulti in genere non fanno così: la sessualità è un aspetto della sfera affettiva che ha una dimensione intima, privata tra due persone entrambe consenzienti. Chi agisce così invece non ha rispetto per loro. Il sostegno di uno psicologo? Solo se la ragazzina dimostra di essere turbata, o se, invece, lo sono i genitori».

Come possiamo tutelare i nostri figli da episodi del genere, in un’età nella quale rivendicano a buon diritto maggiore autonomia?

«Con il dialogo aperto con i nostri figli, prima che essi, che a questa età sono curiosi su tutto, soprattutto su questi temi, possano cercare le risposte attraverso la Rete. Un mezzo potentissimo, ma che offre filtri distorti e distorcenti la realtà. Per questo è bene che i genitori controllino sempre l’uso che i loro figli ne fanno».

Il maniaco ancora una volta è un recidivo. Si può impedire che fatti del genere continuino a ripetersi?

«L’impulso a esibirsi in questi soggetti è difficile da reprimere, soprattutto dopo periodi prolungati di astinenza. Le punizioni giudiziarie servono a poco. Di più servirebbe un monitoraggio costante che gli faccia sentire il fiato sul collo e li induca a desistere».(m.f.)

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