Stanno meglio le sorelle aggredite dalle api
Gualtieri: scampate ad una fine orrenda, sono state dimesse dopo alcune ore di osservazione
GUALTIERI. Sono state dimesse le due sorelle di 14 e di 21 anni aggredite venerdì pomeriggio, mentre percorrevano in bicicletta la provinciale 63, da uno sciame di api. Le due giovani dunque stanno molto meglio, ma se la sono vista davvero brutta e sono ancora sotto shock per l’accaduto.
A salvarle da una fine orrenda – la 14enne al momento dei soccorsi stava già mostrando i primi segni di shock anafilattico – è stato l’intervento tempestivo del comandante Vittorio Cesarotti e dell’ispettore Roberto Bacilieri della polizia unificata Bassa reggiana, che, per caso, stavano passando lungo la provinciale, proprio in quegli attimi a bordo di un’auto di pattuglia.
Anche i due agenti sono stati punti una decina di volte dalle api inferocite, sul volto e alle braccia. La ragazzina e la sorella più grande invece hanno rimediato decine e decine di punture con pungiglioni rimasti loro addosso, e asportati poi all’ospedale. Qui sono state fatte loro diverse flebo e sono state tenute in osservazione prima di poterle considerate fuori pericolo.
A Cesarotti e Bacilieri invece i pungiglioni li hanno tirati via i colleghi, una volta arrivati alla centrale. Al comandante Cesarotti, con alle spalle una lunga carriera di agente della polizia municipale, non era mai capitato un fatto del genere: «Ho trascorsi da apicoltore – racconta – e quindi ho capito subito la gravità della situazione. La prima cosa da fare era allontanare le ragazze il più possibile. Lo abbiamo fatto caricandole in auto e partendo. Alcuni insetti ci hanno seguito e abbiamo faticato poi per riuscire a farle uscire dalla macchina. Le api attaccano solo quando si sentono in grave pericolo, infatti muoiono dopo avere lasciato addosso il loro pungiglione con il quale perdono anche la parte finale dell’intestino».
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