Tasi, si paga il 16 giugno solo 10 Comuni “in regola”
Le amministrazioni reggiane in ritardo con le delibere su aliquote e detrazioni I sindaci: «Chi pagherà di più avrà il rimborso a dicembre». Rabbia dei sindacati
Nessun rinvio: buona parte delle famiglie reggiane dovranno pagare entro il 16 giugno la prima rata della Tasi, imposta che si applica su case e fabbricati. I Comuni, per necessità di cassa, hanno “bloccato” la proroga proposta dal governo, che aveva registrato un ritardo generalizzato delle delibere su aliquote e detrazioni. A Reggio - come nel resto d’Italia - sono solo una decina le amministrazioni che hanno già provveduto a modulare l’imposta. Gli altri, invece, dovranno applicare l’aliquota standard dell’1 per mille, con possibile aggravio per i contribuenti e conseguente caos per Caf e uffici comunali, chiamati poi ad effettuare eventuali conguagli.
LA CORSA A OSTACOLI. L’aliquota della Tasi (complicata tassa sui servizi indivisibili) deve essere deliberata entro il 23 maggio. Una scadenza strettissima, rispettata per ora dal capoluogo Reggio, da Quattro Castella, Luzzara, Busana Collagna e Ligonchio. A questi, si stanno aggiungendo altre amministrazioni, impegnate in un rush all’ultimo secondo. «Giovedì approveremo lo schema di bilancio - annuncia Andrea Rossi, sindaco di Casalgrande - dentro abbiamo fissato le aliquote Tasi sulla prima casa. Il problema è capire se riusciremo ad andare in consiglio entro la scadenza». «Abbiamo appena deliberato - dice Giammaria Manghi, sindaco di Poviglio - così i cittadini sapranno quanto dovranno pagare».
COME FUNZIONA. Per gli immobili diversi dall’abitazione principale, il versamento della prima rata Tasi va effettuato entro il 16 giugno, applicando l’aliquota base prevista dalla legge di Stabilità 2014 (cioè utilizzando l’aliquota dell’ 1 per mille), nel caso in cui il Comune non abbia deliberato un’aliquota diversa entro il 23 maggio 2014 - come deciso dai pochi Comuni al passo con il termine - e il versamento della rata di saldo verrà eseguito a conguaglio sulla base delle delibere del consiglio comunale. Per gli immobili adibiti ad abitazione principale, invece, il versamento della Tasi dovrà essere effettuato in un'unica soluzione entro il 16 dicembre salvo nei casi in cui alla data del 31 maggio 2014 il Comune abbia pubblicato sul sito del Mef la propria delibera di approvazione delle aliquote e delle detrazioni da applicare.
SINDACATI ARRABBIATI. I Comuni non in “regola”, chiederanno quindi il versamento della prima rata della Tasi entro 16 giugno con aliquota all’1 per mille su tutte le abitazioni diverse da quella principale. «Si determinerà per il cittadino l’assurda condizione di aver versato a giugno un acconto della Tasi e a dicembre di dover presentare un’istanza di rimborso poiché l’imposta (sulle abitazioni diverse da quella principale) non era dovuta - avvertono i sindacati reggiani, che hanno inviato una lettere di richiamo a tutte le amministrazioni - esponendolo inutilmente a costi e a perdite di tempo non dovuti. Al disagio dei cittadini si sommerebbe una grossa difficoltà operativa dei Caf oltre che ad aggravi di costi e organizzativi dei Comuni stessi, per rispondere alle istanze di rimborso dei contribuenti».
MANCANO I FONDI. La Tasi, insieme all’Imu, rappresenta ormai la voce di maggiore impatto nelle entrate dei Comuni. Rinunciarvi, quindi, non è possibile, viste le condizioni nelle quali versano gli enti locali. «Noi non riusciremo a deliberare in tempo - ammette Vincenzo Delmonte, sindaco di Cavriago - È impossibile fare scelte al buio. Il problema è uno solo: lo Stato non ha ancora deciso quanti soldi deve dare a ciascun Comune attraverso il fondo centrale. Per questo motivo è impossibile per noi applicare già le aliquote e le relative detrazioni. Bisogna tenere conto, infatti, che siamo fermi anche con i bilanci. Per ora applicheremo le aliquote standard della Tasi, regolando successivamente le posizioni di chi avrà pagato di più. A dicembre c’è anche la seconda rata dell’Imu, che rimoduleremo in base a quanto versato a giugno».
SCADENZE INFINITE. Il 16 giugno è anche la data in cui i proprietari di seconde case dovranno pagare l’Imu, configurando la data come il “tax day” più affollato dell’anno. «Non era assolutamente accettabile per i Comuni che avevano già deliberato le aliquote, accettare uno slittamento del pagamento a settembre come proposto dal governo» mette in chiaro Filomena De Sciscio, assessore al bilancio del Comune di Reggio, tra i primi a chiudere il bilancio nonostante le incertezze. «Il cittadino di Reggio sa quello che andrà a pagare il 16 giugno. Lo stop avrebbe creato problemi di liquidità». All’inizio dell’estate ci sarà un vero e proprio test fiscale per i bilanci delle famiglie e delle imprese. Oltre a Imu e Tasi, bisognerà pagare i contributi risultanti dal modello Unico: vale a dire Irpef, Ires, contributi previdenziali sia a saldo che in acconto.
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