Gazzetta di Reggio

Reggio

via turri

Arrestati i rapinatori della zona stazione

Due gli episodi scoperti dai carabinieri ma forse ce ne sono altri, è caccia al terzo complice

20 maggio 2014
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Doppio arresto per le rapine in via Turri. Per i carabinieri sono Lassan Ghodbenne, tunisino 35enne, e Gian Luca El Melki 24enne, i responsabili dell’aggressione ai danni di un 35enne.

I fatti risalgono a sabato scorso. A riferirli è stato un 35enne cittadino egiziano che si è presentato in caserma denunciando come poco prima in via IV Novembre, mentre si trovava in compagnia di un amico, fosse stato avvicinato da tre giovani. Con la pretestuosa richiesta di una sigaretta, lo avrebbero circondato, preso a botte e poi minacciato con una lamette per rapinarlo del cellulare.

Le immagini del sistema di videosorveglianza cittadino, pur non avendo ripreso il grave episodio denunciato, hanno però documentato un’altra brutale aggressione (che non era stata denunciata però) ad opera di tre sconosciuti che per descrizione ed abiti indossati sono risultati essere gli stessi della rapina subita dal 35enne.

Nel corso delle ricerche, i carabinieri sabato pomeriggio in zona stazione sono riusciti a rintracciarne due. Il più giovane è stato trovato in possesso anche del Samsung SIII 4G rapinato al 35enne. Lo smartphone è stato restituito al legittimo proprietario.

Le indagini, però, sono tutt’altro che finite.

I militari vogliono trovare anche il terzo complice, ancora in fuga. Ma anche capire quante sono le aggressioni a scopo di rapina messe a segno in zona stazione. Il sospetto è che ce ne possano essere altre e che non sono state denunciate dalle vittime. Per paura, magari. O perchè a essere presi di mira sono stati stranieri e non tutti probabilmente in regola con i permessi di soggiorno. E che dunque non potrebbero poi rivolgersi alle forze dell’ordine senza il rischio di finire a loro volta nei guai per essere dei clandestini.

Da parte dei carabinieri, arriva l’appello a presentarsi nella caserma della stazione di corso Cairoli, lanciato alle vittime. In modo da poter ricostruire esattamente quanto commesso dai tre nel corso dell’ultimo periodo.