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ALBINEA

I quattro candidati a confronto sui temi “caldi”

I quattro candidati a confronto sui temi “caldi”

ALBINEA. Mantenimento di un’alta qualità dei servizi, scuola in primis, valorizzazione e investimento nel patrimonio culturale comunale, tra cui Villa Tarabini. Questi alcuni dei temi al centro...

23 maggio 2014
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ALBINEA. Mantenimento di un’alta qualità dei servizi, scuola in primis, valorizzazione e investimento nel patrimonio culturale comunale, tra cui Villa Tarabini. Questi alcuni dei temi al centro delle discussioni sul futuro governo di Albinea, cui hanno risposto i candidati sindaci Luca Grasselli (Tsipras per Albinea), Nico Giberti (Uniti per Albinea), Davide Ganapini (Centro destra e Lega Nord) e Francesco Menozzi (Movimento 5 stelle).

Scuola. Per Giberti «rispetto del Patto di stabilità, mancati trasferimenti e prosecuzione della riduzione del debito incidono sulle capacità di investimento e mettono a rischio anche la qualità dei servizi. Garantiamo qualità e quantità grazie a un impegno costante finalizzato ad accedere a finanziamenti europei, ministeriali e regionali, valutando project financing e forme di partenariato pubblico/privato». Grasselli intende «investire sull’edilizia scolastica, in particolare sulla primaria di Albinea e sul prescolare di Borzano, in modo da coprire tutte le esigenze della popolazione. Tali interventi verranno finanziati con l’innalzamento delle addizionali Irpef per i redditi più alti e l’aumento delle tariffe per accedere ai servizi per i cittadini più abbienti».

Ganapini pensa alla creazione di «un unico polo scolastico, spostando la scuola elementare dal centro e costruendone una nuova nell’area adiacente alle attuali scuole medie inferiori», da finanziare con le «maggiori entrate derivate dall’incremento dei servizi offerti dal Comune, come l’indotto derivante dal rilancio di Villa Tarabini e il Parco Fola».

Menozzi valuta l’opzione di «disobbedire al patto di stabilità, in quanto rappresenta l’ultimo anello dell’austerity a livello territoriale, senza tagliare settori di primaria importanza, fra i quali l’istruzione».

Villa Tarabini. Per Menozzi «in un momento di mancanza di fondi, ci sono settori più urgenti sui quali investire, fra i quali un efficiente sistema di riciclaggio dei rifiuti, istruzione, trasporti e supporto alle piccole e medie imprese. Si intende dunque valorizzare Villa Tarabini, ma non spendendo ulteriori fondi dei contribuenti».

Per Giberti «completare la ristrutturazione di Villa Tarabini è una priorità vincolata a una destinazione che abbia valenza pubblica e nel contempo consenta una sostenibilità economica della gestione, da consegnare a un progetto che sì promuova le nostre ricchezze enogastronomiche (l’acetaia è un esempio), ma che possa valorizzarne anche altre, con momenti di formazione, come la tutela del nostro territorio».

Per Ganapini «l’acquisto di Villa Tarabini non ha portato i benefici sperati all’amministrazione comunale. Riteniamo necessaria una sinergia fra pubblico e privato: all’interno del parco si potrebbero dare in gestione locali, creare passeggiate, un parco giochi per i bambini, attrezzi e piste per gli amanti del fitness e del footing, installando un’illuminazione minimale per la sicurezza degli abitanti».

Infine, Grasselli intende rendere la villa «il luogo dei principali eventi culturali (Albinea Jazz, ecc..), spostando all’interno del parco i mercatini del riuso e dell’antiquariato e le principali manifestazioni fieristiche e organizzando rassegne culturali e cinematografiche, specialmente estive. Vogliamo promuovere la costituzione di un’associazione, o lavori socialmente utili per la manutenzione dei sentieri e dell’area, la sua fruibilità a uso sportivo (jogging, mountain-bike) e dotarla di un punto di ristorazione eco-compatibile in gestione a una coop sociale».

Daniele Valisena