Gazzetta di Reggio

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Castelnovo al voto: l’ultimo appello dei candidati sindaci

CASTELNOVO MONTI. Ultimi scampoli di campagna elettorale a Castelnovo, dove ieri sera le liste in corsa hanno chiuso le rispettive campagne elettorali. Massimiliano Genitoni, candidato sindaco per...

24 maggio 2014
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CASTELNOVO MONTI. Ultimi scampoli di campagna elettorale a Castelnovo, dove ieri sera le liste in corsa hanno chiuso le rispettive campagne elettorali.

Massimiliano Genitoni, candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle, lancia il suo ultimo appello al voto: «Sono entusiasta del lavoro fatto: non esistevamo come gruppo politico, nessuno di noi aveva mai fatto una esperienza simile e nonostante la diffidenza iniziale nei nostri confronti siamo riusciti a presentare una lista civica alternativa ai partiti composta da semplici ed onesti cittadini. Siamo andati oltre la demagogia e la polemica fine a se stessa proponendo soluzioni per lo sviluppo del turismo, per i giovani imprenditori, per il commercio al dettaglio, contro gli stipendi d’oro di dirigenti comunali».

Enrico Bini, candidato sindaco della lista “Noi per Castelnovo Monti” in questi ultimi giorni ha puntato molto sui temi economici: «Castelnovo può essere, assieme ai comuni della nuova Unione, ad essere area pilota e capofila per l’Emilia Romagna, dei progetti sulle aree interne d’Italia. Un’opzione strategica per il nostro territorio per la Programmazione 2014-2020. La montagna reggiana può essere Area pilota in questa strategia il cui obiettivo è dare una nuova svolta anche alla ripresa dello sviluppo economico e sociale dell’Italia. Il nostro obiettivo sarà dimostrare che qui, in montagna, a Castelnovo, si può stare bene, collaborando anche con gli altri Comuni».

Robertino Ugolotti, candidato per Progetto Castelnovo, ha chiuso la campagna rispondendo anche all’appello del Parco nazionale per una collaborazione con i futuri sindaci: «Le nostre priorità saranno sostenere le attività economiche esistenti, così da salvaguardare quanto più possibile il livello occupazionale, e di qui partire per dar sviluppo a tutte quelle iniziative, dalle più tradizionali alle più innovative, cui può prestarsi la nostra montagna senza compromettere le sue doti naturali». (l.t.)