Gazzetta di Reggio

Reggio

la testimonianza dell’autista

«Ormai noi e i passeggeri siamo in balìa dei bulli»

«Ormai noi e i passeggeri siamo in balìa dei bulli»

«Chiediamo le paratie, ma non solo. C’è bisogno anche di educazione civica e di telecamere sugli autobus, per identificare chi si rende protagonista di questi episodi e affinché possano essere un...

25 maggio 2014
3 MINUTI DI LETTURA





«Chiediamo le paratie, ma non solo. C’è bisogno anche di educazione civica e di telecamere sugli autobus, per identificare chi si rende protagonista di questi episodi e affinché possano essere un deterrente».

Cosimo De Pascalis è l’autista di Seta, in servizio dal 1983, rimasto vittima della violenta aggressione da parte del giovane passeggero, ancora non identificato dai carabinieri. Si è beccato un pugno in faccia. E ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso, dove gli hanno dato 4 giorni di prognosi.

«Quel ragazzo è salito a Castelnovo Sotto, come fa sempre. Tutto è stato tranquillo. Si è unito ai suoi amici» racconta. Le tensioni sono iniziate quando il mezzo è arrivato in via Paterlini.

«Mi ha attraversato la strada un ragazzo distratto dal telefono che teneva in mano. Ho aperto il finestrino e gli ho raccomandato di fare attenzione. E lui si è scusato. Invece, questo ragazzo, che era sul bus, improvvisamente ha iniziato a prendersela con me. Dal fondo del pullman, ha iniziato a rivolgermi offese, insulti. Addirittura mi ha rivolto minacce di morte».

Nel frattempo il mezzo è arrivato nel piazzale davanti al polo scolastico, e si è fermato per far scendere e salire i passeggeri. «Allora mi sono alzato e gli ho chiesto conto, rimanendo a distanza. Invece, lui si è avvicinato con fare minaccioso. In quel momento un suo amico è intervenuto, convincendolo a non fare niente. E lui è tornato indietro – prosegue – Ho creduto che tutto fosse finito lì. Sono tornato verso il mio posto, mi sono seduto. Invece, lui ha detto: aspetta un attimo che ti faccio vedere io. All’altezza della porta di mezzo ho visto che si è abbassato e poi ho capito che lo aveva fatto per allacciarsi le scarpe, quindi è sceso dal bus ed è risalito dalla porte anteriore. Io mi sono messo in piedi. Ho detto al suo amico di calmarlo. Ma a quel punto mi ha rifilato un violento pugno sulla guancia».

L’autista spiega di aver cercato di rincorrerlo. Ma che il giovane è riuscito a fuggire.

«A quel punto ho chiamato i carabinieri e raccontato loro l’accaduto. Ma ormai qui il clima è difficile. Lo stiamo dicendo da tempo, anche al prefetto, ma ancora non ci sono risposte concrete. La sensazione è che in giro ci siano giovani come questo che hanno solo voglia di creare dei problemi. Una sorta di bullismo – spiega De Pascalis, che è anche delegato sindacale – E non sono solo un problema per noi, ma hanche per gli altri utenti, che anno paura anche a raccontare quello che hanno visto. Il prefetto ci deve mettere in condizione di lavorare. Servono più presenze, controlli da parte delle forze dell’ordine. Specie sulle linee più a rischio». (el.pe)