Gazzetta di Reggio

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Vecchi: «Sarò il sindaco dei giovani»

di Evaristo Sparvieri
Vecchi: «Sarò il sindaco dei giovani»

Il nuovo primo cittadino: «È un sogno che si realizza: affronterò il mio mandato con umiltà e determinazione»

27 maggio 2014
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REGGIO. «Un sogno che si realizza. Costruirò una città attenta ai giovani: dobbiamo restituire loro il futuro». Ha trascorso gran parte della giornata nella tranquillità della sua famiglia, con la quale ha seguito la prima parte dello spoglio. Poi, quando si è accorto che i numeri gli stavano dando ragione, Luca Vecchi si è recato nella sede Pd di via Gandhi, accolto dagli altri candidati democratici e dal segretario, Andrea Costa, prima di andare a festeggiare in piazza Prampolini, tra i reggiani di cui da ieri è diventato il nuovo primo cittadino. Per lui il 56,39% dei voti, pari a 46,673 preferenze, un risultato che ha spazzato via qualunque ballottaggio. «Sento l’emozione per una soddisfazione bellissima e la responsabilità di una fiducia ricevuta dalla città grazie ad uno schieramento politico ora chiamato a governare».

Vecchi, alla fine ce l’ha fatta. Come si sente?

«Ho il dovere di fare un grande ringraziamento ai tanti reggiani che ci hanno sostenuto, ma anche a chi non lo ha fatto, scegliendo di partecipare legittimamente al voto e sostenendo altri candidati. È un risultato oggettivamente al di sopra di ogni più rosea previsione,che nessuno era in grado di prevedere in questa misura, anche considerando che fino a 48 ore prima del voto molti consideravano valida l’ipotesi del ballotaggio. Voglio ringraziare anche Andrea Costa e l’ex segretario Roberto Ferrari, che hanno entrambi creduto sulla mia candidatura».

Si aspettava il passaggio già al primo turno?

«Abbiamo ascoltato la città, costruendo le basi per i prossimi anni. Credo sia stato premiato un certo stile: non abbiamo mai cercato contrapposizioni, ma sempre il confronto sulle idee, riconoscendo che c’erano anche problemi. Non è con un mero atteggiamento disfattista che si possono creare progetti alternativi. A volte concentriamo le nostre attenzioni su polemiche pubbliche, anche plausibili, ma si perde di vista la visione complessiva. Girando in questi mesi, io ho visto una città diversa, che non nasconde i problemi. Ma che ha saputo capire che il nostro approccio è più affidabile e più all’altezza della sfida. In piena sintonia anche con la scia segnata da Renzi».

I suoi alleati, però, sono andati male. Ne valeva la pena?

«Sento di doverli ringraziare, perché hanno partecipato alla costruzione di un progetto. È un impegno che ci unirà al di là dei coefficienti elettorali. Ci vedremo presto. Il voto ha polarizzato l’attenzione sul Pd, un po’ perchè di fatto io sono espressione del Pd, un po’ perché il partito ha fatto un ottimo lavoro, costruendo un patto nuovo con la città».

E ora? Quale città intende realizzare?

«Su misura delle giovani generazioni. L’ho detto tante volte: la crisi ha colpito principalmente loro, e se vogliamo uscirne fuori dobbiamo fornire loro un futuro all’altezza dei loro padri e dei loro nonni. Non è il momento di adagiarsi sugli allori, bisogna mettersi in discussione. Voglio una città dinamica, attrattiva per talenti, idee e investimenti, che non si chiuda su se stessa. In questi mesi abbiamo cercato di costruire un progetto di città che non fosse un elenco, ma un disegno ancorato alla consapevolezza che governare vuol dire avere a che fare con una comunità che si riconosce in precisi valori e beni comuni fondamentali. Ho affrontato questa campagna con determinazione e umiltà. E sarà lo stesso spirito con cui affronterò questo nuovo impegno al servizio della città: spero di essere quotidianamente all’altezza e so che avrò anche la forza di chiedere scusa, quando e se sarà necessario. È questo lo spirito dialogante: riconoscere che nell’amministrare si può anche sbagliare».

Il suo primo atto?

«Oggi come oggi, ho bisogno di dormire qualche ora, poi farò una corsetta e nei prossimi giorni cominceremo a lavorare».

Ha già qualche idea per la giunta?

«Inquesti mesi ci siamo concentrati su una campagna basata sulle idee, non sui posti. Ma nei prossimi giorni costruiremo una bella squadra, motivata e appassionata».