Gazzetta di Reggio

Reggio

«Non spaccio, vendo fazzolettini»

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Droga killer: si difende in udienza il nigeriano accusato della morte di due giovani

28 maggio 2014
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E’ un processo delicato quello che si sta svolgendo davanti al giudice Dario De Luca: riguarda la droga killer (cocaina tagliata con eroina, come ha confermato ieri il perito) che il 30 aprile 2012 causò la morte del cuoco 28enne Roberto Siligardi (di Gavassa) e della 23enne Francesca Piras (di Montecchio), mandando all’ospedale anche un 40enne di Correggio che si salvò per miracolo per quella “sniffata” micidiale.

Dei tre finiti nei guai, due sono già stati condannati (8 anni al nigeriano Michael Osoba Egbadon, 8 mesi a Oreste Giordano), mentre ora è sotto processo il nigeriano 35enne Ernest Esosa Usunobun (difeso dal legale Franco Beretti), tirato in ballo dal connazionale che materialmente vendette quella cocaina mortale e che durante l’inchiesta ha detto d’averla a sua volta acquistata da Usunobun. Un’accusa respinta fermamente ieri, in aula, dal 35enne, rimarcando che lui non è mai stato uno spacciatore, perché si è sempre guadagnato da vivere prima facendo pulizie nei giardini, poi vendendo fazzolettini e cerotti davanti a due supermercati («Il direttore di quello di Scandiano mi conosce e sa benissimo come campo»). In quella maledetta notte Usunobun aveva ricevuto un sms da Egbadon: “Dì al tuo amico che la spazzatura è promessa”. Un messaggio che per gli inquirenti incastra il 35enne. «Quando l’ho letto non avevo capito il significato – ha replicato Usunobun in aula – e ho cercato Michael. Quando è stato arrestato non sono scappato, ho proseguito a fare la mia vita, non ho nemmeno cambiato telefonino e su quel numero i carabinieri mi hanno poi trovato. Michael invece è scappato...». (t.s.)