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"Farage? In Europa preferisco i Verdi"

di Evaristo Sparvieri
"Farage? In Europa preferisco i Verdi"

Il capogruppo del M5S Vaccari pronto a una dura battaglia anche in Sala del Tricolore: "Saremo i portavoce dei cittadini" 

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«È una mia opinione personale, ma non vedo punti di contatto tra il M5S e il gruppo di Farage. Credo che un gruppo del genere abbia poco a che fare con la mia storia. Ma io voglio occuparmi di Reggio, non di questioni europee. E finalmente, per la prima volta, a Reggio ci sarà una vera opposizione». Il loro banchetto è sempre lì, in piazza del Monte. Ed è da lì che Norberto Vaccari, ex candidato sindaco “grillino”, dopo essersi leccato le ferite per un risultato elettorale al di sotto delle aspettative, è ancora pronto a lanciare le sue battaglie. Sarà lui il capogruppo M5S in sala del Tricolore, dopo un voto che ha gettato nel caos l’intero movimento a livello nazionale, ma che comunque ha consentito ai “grillini” reggiani di portare a sei la pattuglia dei pentastellati in consiglio comunale.

«È chiaro che mi aspettavo che si andasse al ballottaggio, come a Modena - afferma - Né immaginavo che il Pd arrivasse a un risultato di queste dimensioni. Sono però contento di quanto ottenuto. In consiglio siamo passati da uno a sei rappresentanti e siamo il secondo partito un città: dati sui quali è difficile piangersi addosso».

Vaccari, è già tempo di rimboccarsi le maniche: con sei consiglieri, siete il primo partito di opposizione. Come vi state organizzando?

«Non abbiamo ancora definito il sistema che dovrà sostenere i consiglieri. La campagna elettorale ci è servita per costruire un gruppo ed elaborare un programma basato su tavoli di lavoro tematici. Nei prossimi incontri sarà definito tutto. Noi consiglieri M5S ci consideriamo comunque dei portavoce di attivisti e cittadini: concentreremo gli sforzi soprattutto sulle tematiche che ci sono care, cercando di spronare la maggioranza, a partire da quei punti che ci trovano d’accordo, come ha avuto modo di dire lo stesso Vecchi, che nel suo programma si rifà evidentemente al nostro».

Quindi? Direte “sì” ad alcune proposte Pd?

«Valuteremo i provvedimenti volta per volta, decidendo se sostenere o meno le proposte della maggioranza. Faremo valutazioni sia sul contenuto che sulle aspettative dei risultati».

Qualche esempio?

«La differenziata. Noi abbiamo fatto la nostra proposta. Vecchi la faccia sua per risolvere questo aspetto di civiltà. Abbiamo cinque anni di lavoro di fronte. E vedremo presto quali saranno le priorità di Vecchi».

E le vostre?

«La più urgente per noi è l’imprenditorialità giovanile. Su quello stiamo già lavorando con riunioni specifiche».

In consiglio, siederete all’opposizione con Fi, Lega e Grande Reggio. Ci saranno punti di contatto? Su alcuni argomenti, il vostro programma non si distanziava molto da quello della Prampolini...

«È vero, con Prampolini c’erano dei punti di contatto nel programma. Ma dopo il voto non abbiamo avuto modo di confrontarci con le altre forze di opposizione. Da qualsiasi parte arrivi una proposta seria e di buon senso, il M5S la valuterà e deciderà se sostenerla. Ma deve avere un riscontro evidente: il benessere dei cittadini».

“Dalla protesta alla proposta”. Sembra che abbia letto il discusso documento dell’ufficio comunicazione...Cosa ne pensa?

«È solo un documento che rappresenta una valutazione post-elettorale, con un risultato inferiore alle attese».

Può darsi, ma per molti Grillo dovrebbe dimettersi...

«Secondo me se ne deve andare solo chi dice che Grillo se ne deve andare. Auspico comunque un cambio di strategia comunicativa, che però era già in atto. Forse il cambiamento è stato fatto tardi, ma era necessario. Ed è importante che sia stato avviato».

Un cambiamento che però fa discutere, così come l’apertura di Grillo a Farage e l’Ukip...

«Le sinergie che dovranno instaurare il gruppo degli europarlamentari, come sempre, spetterà alla rete deciderle».

Ma lei? Come giudica Farage? Grillo, sul blog, per un’alleanza sembra preferirlo a Frassoni, dei Verdi Europei.

«Con la Frassoni, che conosco poco, so che non ci mai stati rapporti idiallici, come invece avvenuto con gruppi dei Verdi di altri Paesi. Le dinamiche europee saranno sviluppate da altri e non certo da me. È veron che ci sono stati sempre stati avvicinamenti tra Verdi e M5S, nonostante alcuni personalismi che mettevano paletti. Io, ma è un parere del tutto personale, preferirei in Europa di gran lunga un’intesa con il gruppo dei Verdi, come possibile gruppo in cui confluire il M5S. Devo dire mi sento diametralmente opposto alle posizioni di Farage».

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