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Il Pd “ingaggia” Marzocchini al Welfare

Il Pd “ingaggia” Marzocchini al Welfare

Ilenia Malavasi presenta la futura giunta in caso di vittoria del Pd l’8 giugno: «Tutti nomi e volti nuovi, per rinnovarci»

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CORREGGIO. Per un «atto di trasparenza verso ai propri elettori», ieri mattina la candidata Pd Ilenia Malavasi ha presentato la sua futura giunta, con tanto di deleghe. Per presentare la sua squadra, ha scelto la sede reggiana di via Gandhi, presentandosi insieme al segretario del Circolo Pd di Correggio, Fabrizio Pelosi. Cinque, in caso di vittoria al ballottaggio di domenica 8 giugno, saranno gli assessori, due donne e tre uomini (il numero sale a tre donne con la Malavasi): tutte persone che vorrebbe al proprio fianco nei prossimi cinque anni e che sono Gianmarco Marzocchini, direttore della Caritas di Reggio; Fabio Testi, ingegnere ex presidente Isecs Correggio; Monica Maioli, funzionaria di un’associazione imprenditoriale e amministratore delegato di una società di servizi alle imprese; Luca Dittamo, avvocato e titolare di uno studio legale ed Elena Veneri, mamma a tempo pieno.

Marzocchini diventerebbe assessore al Welfare, Fabio Testi all’Urbanistica, Monica Maioli a Turismo e Commercio, Luca Dittamo al Bilancio, Elena Veneri a Scuola e Formazione mentre a Ilenia Malavasi spetterebbero deleghe all’Economia e al Lavoro. «Tutti nuovi nomi e volti – ha spiegato la Malavasi – per dimostrare che questo è un partito che si rinnova, capace di coinvolgere la nuova classe dirigente».

Fabio Testi, a dire il vero, è un volto già conosciuto nel Pd reggiano ma la Malavasi tende a replicare «le sue competenze vanno oltre» e precisa: «Era consigliere nella vecchia amministrazione ma si è dimesso prima che scoppiasse il caso En.Cor e poi la sua professionalità, anche nella gestione di Isecs, è fuori di dubbio».

Ora alla candidata servono solo i voti degli elettori. Una cosa semplice – si potrebbe pensare – visto che al primo turno la Malavasi ha raggiunto il 48% delle preferenze degli elettori correggesi. Eppure la paura di non raggiungere un buon punteggio al ballottaggio e il rischio astensione/scheda bianca è tanta. «Dobbiamo convincere gli elettori – ha preso la parola Fabrizio Pelosi – ad andare a votare anche al ballottaggio».

Anche perché se i 5 Stelle vincessero al secondo turno per la Malavasi lo scenario che si prospetterebbe non rispecchierebbe il voto democratico che il 25 maggio ha espresso l’elettorato correggese. «Se a vincere sarà il Movimento 5 Stelle – precisa, infatti, la Malavasi – 10 seggi del consiglio comunale saranno assegnati al partito grillino mentre al Pd ne spetteranno 5 e uno solo andrà al centro-destra. Questo vuol dire che il consenso ottenuto nel primo turno non sarà rispettato».

E se dovesse vincere il Pd?

«Il Pd entrerà con 10 seggi, 2 seggi andranno al Movimento 5 Stelle mentre un seggio ciascuno andrà a Fabio Catellani “Correggio ai Cittadini”, Fabiana Bruschi “SìTuSì”, Gianluca Nicolini “Centrodestra per Correggio” e uno a Enrico Ferrari “Correggio al centro”. In questo modo tutti i cittadini saranno rappresentati».

E, visto che queste liste non sono propense a convincere il proprio elettorato a votare per l’una o l’altra candidata, la sfida al ballottaggio si farà più interessante anche perché lo stesso Pd ha deciso di rifiutare qualsiasi apparentamento. «La nostra è una scelta che vuole rispettare il voto popolare – spiega la Malavasi – anche se il dialogo con il centro sinistra, se noi vinceremo, sarà aperto e disteso, perché tutti vogliamo lavorare per il bene di Correggio».

Silvia Parmeggiani

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