Uomini soli e giovani ecco chi aiuta la Caritas
Aumentate del 5% le persone che si sono rivolte al Centro di ascolto nel 2013 Calano gli italiani rispetto all’anno prima, il 10% ha alle spalle un divorzio
Sempre più uomini, sempre più giovani. E, molto spesso, soli dopo un divorzio o una separazione. E’ l’identikit delle persone che si sono rivolte alla Caritas diocesana di Reggio e Guastalla nel corso del 2013.
Secondo i dati diffusi dal Centro di ascolto delle povertà, sono state 1.473 le persone che hanno chiesto aiuto. Che arrivano a 1.588 se assommate a quelle che si sono rivolte alla sede di San Paolo - Santa Croce, che nel 2013 ha avuto il suo primo anno di attività. L’aumento è del 5%. Ancora per effetto della crisi.
Sono calati i nuovi arrivi (-12,5%), ma sono aumentate (+5,3%) le richieste di aiuto da persone che già in passato si erano rivolte al Centro d’ascolto. Aumenta, dunque, la cronicità. La povertà ha riguardato ancora una volta in maggiore misura gli uomini, come già riscontrato negli anni precedenti. Sono stati infatti il 67% quelli che hanno chiesto aiuto, pari ai due terzi del totale. In cinque anni lo scarto tra la componente femminile e quella maschile è triplicato. Pur restando nettamente più bassa, aumenta comunque la presenza di donne per il secondo anno consecutivo: sono state 54.
Sul fronte età, il dato più significativo è l’aumento dei giovani, in particolare per la fascia di età che va dai 19 ai 24 anni.
Per quanto riguarda la nazionalità, non trova conferma il dato del 2012 quando era stato registrato un boom di richieste di aiuto da parte di italiani. E’ diminuita, infatti, la presenza di italiani che arriva a 34 unità (l’11,7%). Solo il 30% di questi sono originari di Reggio. Il resto, arriva da Napoli, Palermo, Crotone, Salerno. Tra gli stranieri, quasi la metà possiedono il permesso di soggiorno e scendono i clandestini. Un dato che fa riflettere: tra i regolari, aumentano quelli dotati di permesso di soggiorno per ragioni umanitarie (passano da 19 a 47) e per asilo politico: in tutto sono il 23,2%. Sono 67 le nazionalità degli stranieri che chiedono aiuto: il primato spetta al Marocco, seguito da Ucraina (che cala) e Tunisia. Spicca l’aumento dell’Albania (da 23 a 35 presenze).
Fanno riflettere i numeri sull’abitazione: il 43,7% delle persone che hanno chiesto aiuto vivono in affitto, mentre in 103 hanno detto di dormire in ripari di fortuna. Non basta neanche avere un lavoro: i 88 infatti seppure occupati hanno avuto bisogno della Caritas; 25 sono pensionati. I nuovi poveri sono in prevalenza soli. Quasi la metà, infatti, sono celibi/nubili. Il 10,4% vengono da una separazione o un divorzio. Un dato che interessa per un terzo gli italiani. Il 38,2% ha dichiarato di abitare da solo.
In prevalenza, si tratta di persone che chiedono beni materiali. Aumenta del 20,5% la richiesta di accoglienza. Chi chiede denaro lo fa per il pagamento di farmaci, biglietti del treno o alloggi temporanei.
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