«Don Ranza ci ha negato la visita ai chiostri»
Diciotto ex alunni ritrovatisi dopo 65 anni: «Ci tenevamo a rivedere San Nicolò, invece...»
Ancora tensioni attorno a don Franco Ranza, parroco di San Francesco e San Nicolò.
Stavolta la lamentela è di diciotto ex alunni della scuola elementare De Amicis che hanno organizzato – per giovedì scorso – dopo ben 65 anni, una rimpatriata. «Alcuni sono giunti da diverse città italiane da dove ora vivono – spiega Mario Ricchetti, uno dei parecipanti – e fra questi ci sono inggneri, avvocati, medici e un proletario come me. Buona parte era della zona del Pòpol giost, altri, benestanti, al Parioli. Alcuni frequentavano la chiesa di san Giacomo, ma i più benestanti, quelli che riuscivano a fare tre pasti al giorno, quella di san Nicolò. Ora, per tempo, don Ranza è stato avvisato di questo evento, per chiedergli se poteva aprire la porta dei chiostri e, dopo 65 anni, ammirarli nella loro bellezza attuale. Ma non abbiamo saputo nulla».
La rimpatriata si è tenuta ugualmente e casualmente, giovedì, gli scolari del tempo che fu hanno incontrato il sacerdote. «Giovedì alle 11 eravamo davanti al portone dei chiostri – prosegue nel suo racconto Ricchetti – quando don Ranza è transitato in quel momento. Davanti al riproporre la nostra richiesta, ha risposto che non aveva tempo e se n’è andato. Non so quali fossero gli impegni impellenti, ma dopo l’episodio del presepio di Beltrami e il nostro – rimarca polemicamente – credo che sia ora che vada in pensione e lasci il posto a qualche parroco che lo è veramente, perché anche se sono ateo, ho i miei dubbi». La personalità di don Ranza divide da tempo la città, a partire da quella “battaglia” che ingaggiò (vincendola) per sfrattare lo storico presepio di Giancarlo Beltrami dalla chiesa di san Nicolò per dar vita ad un centro giovanile (rimasto però lettera morta). All’inizio di quest’anno sono poi giunte le sue dimissioni da parroco nelle mani del vescovo Massimo Camisasca, al culmine delle ennesime frizioni (con tanto di qualche cartello appeso fuori dalla chiesa per chiedere il cambio alla guida della parrocchia). Ma con una lettera alla Gazzetta don Ranza ha poi spiegato d’aver ritirato quelle dimissioni, potendo contare sull’appoggio della comunità parrocchiale. Ora un’altra polemica.
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