Il premio Borciani va al Quartetto Kelemen
Il secondo posto è andato al Quartetto Mucha, che ha vinto anche il premio del pubblico Il terzo al Quartetto Varese, premiato anche per la miglior esecuzione del brano contemporaneo
Tre anni di lavoro, due mesi di intensa preparazione e dieci giorni di frenetico andirivieni si sono sciolti nell’esaltante risultato di domenica sera. Ancora una volta gli stucchi e l’oro impastati con il sudore di musici tecnici, giuria, e spettatori hanno vinto la loro battaglia. E’ stata una decima edizione con tante novità e tante conferme quella del concorso internazionale per quartetto d’archi “Premio Paolo Borciani”, a cura della fondazione I Teatri Reggio Emilia, con la direzione artistica di Lorenzo Fasolo.
I numeri raccolti dal 25 maggio al 1 giugno 2014 parlano di una città, quella di Reggio Emilia, che è diventata una sorta di “casa dei quartetti” e che ha risposto in modo entusiasta – e a tratti sorprendente – alla chiamata della musica. Qualche numero: tra lunedì e sabato ai vari round mattutini e pomeridiani hanno assistito in tutto 1774 spettatori: alcuni veri habitués non hanno mancato una prova, altri si affacciavano in teatro timidamente, con la curiosità dei neofiti. Tra loro molte famiglie reggiane che hanno accolto e ospitato nelle loro case i quartetti partecipanti, ma anche molti visitatori stranieri, appassionati dal Belgio, dal Giappone, dalla Germania.
Il giorno di massima affluenza è stato sabato pomeriggio con 450 spettatori (giorno in cui si esibivano i quartetti Jana, Kelemen e Mucha), molti dei quali hanno atteso fino a tardi per sapere in diretta dalla giuria chi sarebbe andato in finale e chi, invece, si sarebbe fermato a quel punto del concorso.
Dati molto significativi quelli dello streaming: grazie alla collaborazione con Indaco tutte le prove sono state trasmesse in diretta e sono disponibili anche in differita per chi se le fosse perse (www.premioborciani.org). Nei primi cinque giorni sono stati registrati ottomila contatti provenienti da 29 Paesi diversi, dal Giappone alla Cina all’India, al Qatar.
Affollati anche i concerti e gli incontri musicali extra concorso: dal concerto “Aspettando il concorso”del 22 maggio scorso, durante il quale si sono esibiti gli allievi dell’istituto musicale Peri e della scuola di musica di Fiesole, ai concerti alla Cavallerizza, dove Bruno Canino al piano ha suonato con il Quartetto Indaco mentre il clarinetto di Giovanni Riccucci ha dialogato con i BerlinTokyo Quartet.
Tanta gioia, infine, è stata portata alla scuola dell’infanzia Balducci dal Quartetto Indaco, e all’istituto Omozzoli Parisetti dai ragazzi del Berlin-Tokyo Quartet, che poi hanno replicato tra le rose del bel chiostro della Prefettura.
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