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MA NON È QUESTIONE DI “GUFI”

a dispetto delle attese di un Prodotto interno lordo (Pil) in moderato progresso a +0,2% il dato ha registrato un valore negativo a -0,1%. Lo spettro dell’ennesima ricaduta in recessione torna ad...

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a dispetto delle attese di un Prodotto interno lordo (Pil) in moderato progresso a +0,2% il dato ha registrato un valore negativo a -0,1%. Lo spettro dell’ennesima ricaduta in recessione torna ad affacciarsi, facendo sollevare nuove nubi all’orizzonte. La disoccupazione non dà cenni di miglioramento - secondo la Cgil, dati diffusi ieri, sono 9,3 i milioni di cittadini in difficoltà economica per carenza di lavoro e precarietà - i debiti della Pubblica Amministrazione continuano a crescere, ed il paese è già nel mirino dell’Unione Europea per una procedura d’infrazione su questo punto. Da Confindustria, per bocca del Presidente Giorgio Squinzi, filtrano preoccupazioni per una crescita anemica, vicina a zero, che non crea i presupposti per ridurre la disoccupazione ed il governatore di Bankitalia, Visco, ha ammonito che «la via della ripresa, ancora fragile e incerta, non sarà breve, né facile». I dilemmi sono sempre gli stessi: dare linfa alla crescita, mantenendo l’obiettivo di stabilizzare definitivamente il bilancio pubblico per evitare di subire nuovamente le perplessità del mercato sulla sostenibilità del debito.

Il punto è che, come in una piramide capovolta, le prospettive di rilancio economico del governo si basano su sé stesse. Prendiamo il caso dell’ormai celebre bonus fiscale da 80 euro ce da maggio è entrato nella buste paga di una larga fascia di lavoro dipendente: è una manovra ascritta a bilancio una tantum per l’anno 2014, ma il governo confida l’anno prossimo - con il miglioramento della congiuntura - di poterla rendere permanente. E’ chiaro che vedere un Pil che segna valori deludenti e negativi ha l’effetto doppio di deludere nell’immediato e generare perplessità sulla sostenibilità futura dei proclami fatti “alla faccia dei gufi”.

Ecco allora che il sondaggio effettuato da Swg per Confesercenti, secondo cui gli italiani aumenteranno la spesa per consumi di oltre 3 miliardi di euro grazie al bonus fiscale, vale come manna dal Cielo. E lo stesso si può dire delle nuove stime Istat che ipotizzano un pronto ritorno del PIL al segno più nel secondo trimestre, in un intervallo compreso tra lo 0,1 e lo 0,4%. Se i cittadini confideranno di poter contare continuativamente sul bonus fiscale saranno più propensi a spenderlo, contribuendo a migliorare le prospettive, ma se iniziassero a dubitare della conferma degli 80 euro sarebbe indotti ad accantonarli.

Le speranze del paese di uscire dalla lunga crisi che l’ha colpito si basano sull’esistenza di appigli a cui quelle stesse speranze possano aggrapparsi: una spirale virtuosa che, se interrotta, può trasformarsi rapidamente in un pericoloso avvitamento. Ed il consenso elettorale appena conquistato finirebbe preda dei “gufi”.

Andrea Boda

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