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Musica alta, multata la discoteca Italghisa

Musica alta, multata la discoteca Italghisa

Volume fuori norma in via dei Gonzaga: scatta l’ordinanza contro il locale che presenta però ricorso

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Un ragazzo che si sente poco bene, le porte che vengono aperte per farlo uscire e i vicini che si lamentano per il volume troppo alto che proviene dall’interno della discoteca. Sarebbe questa la ricostruzione dei fatti, secondo Luca Redeghieri (titolare dell’Italghisa di via dei Gonzaga) che avrebbe portato all’ordinanza emessa il 4 aprile scorso dal Comune nei confronti del locale, chiamato a pagare una sanzione salata.

La Fonderia srl, società di gestione della discoteca che è tornata a lavorare a pieno ritmo dal novembre del 2012, ha proposto però opposizione davanti all’ingiunzione che la vede «responsabile dell'inquinamento acustico». «Si è trattato di un caso seguito alle operazioni di aiuto offerte a un ragazzo che si era sentito male - mette in chiaro Redeghieri - Il nuovo locale è in regola al 100 per cento e rispettiamo tutte le regole. Per questo abbiamo deciso di ricorrere in tribunale».

Non si tratta certo del primo caso in fatto di multe comminate ai locali della città. Già nel 2013, infatti, il Comune aveva deciso di usare il pugno di ferro contro i locali “fracassoni” del centro, emanando un'ordinanza che ha messo la sordina alle principali insegne che animano da anni la movida reggiana di Corso Garibaldi, ai quali era stato imposto l’obbligo di spegnere la musica entro le 22 di ogni sera. Anche in questo caso l’ordinanza era stata impugnata da parte di titolari della Caffetteria Garibaldi, che avevano presentato un ricorso al Tar contro il Comune. La priorità, per l’amministrazione, è la tutela della quiete dei residenti, che non sempre si concilia con le abitudini del popolo della notte. I locali portano gente in città e offrono serate per i tanti giovani che arrivano anche dalla periferia, soprattutto durante il fine settimana. Proprio durante i week-end, però, si concentrano le segnalazioni da parte dei residenti, che chiedono di poter riposare senza dover “subire” il ritmo battente della musica all’esterno. (e.l.t.)

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