Sassi: «Squadra nuova che parli con la città»
L’esponente di Sel è probabilmente l’unico che resterà nell’esecutivo «Le priorità: lotta alla disoccupazione e riordino della macchina comunale»
REGGIO. E’, nella maggioranza uscita dalle elezioni, il principale alleato di Luca Vecchi. Ed è anche tra i protagonisti della passata stagione politica l’unico che abbia buone probabilità di restare in giunta. Logico dunque che Matteo Sassi, assessore uscente e rappresentante di quel 3 per cento raccolto da Sel alle ultime elezioni abbia le idee chiare su quel che dovrà fare la nuova giunta.
A differenza di Luca Vecchi lei non ha il problema di riempire le caselle della nuova giunta, ma magari ha le idee chiare su cosa la nuova giunta dovrebbe fare...
«La prima emergenza è data dall'economia e dal lavoro. La nostra città ha visto triplicarsi il tasso di disoccupazione dall'inizio della crisi e i giovani hanno pochissime opportunità di lavoro. E' evidente che non si crea lavoro con una delibera di giunta. Dobbiamo però aprire gli occhi sugli effetti della crisi e trarne un insegnamento».
Quale?
«Dobbiamo giungere ad una vera alleanza di governo con i soggetti "resilienti": penso alla tenuta occupazionale del mondo cooperativo e alle imprese reggiane che hanno vinto la sfida dei mercati internazionali. Con loro, e coi sindacati, bisogna condividere strategie e investimenti futuri».
Niente modello Renzi, dunque, con l’esecutivo che decide e agli altri attori non resta che prenderne atto..
«Se su vasta scala ci può stare qualche strappo, nel governo del territorio questo modello non è applicabile. Si deve dialogare. Con i cittadini e con le componenti sociali, ricecando soluzioni condivise, e tenendo comunque fermo il principio che la scelta politica spetta, appunto, alla politica. Anche il nostro sistema produttivo esce complessivamente indebolito dalla crisi. Dobbiamo quindi attrarre dall'esterno nuovi investimenti. Le politiche locali devono favorire investimenti di qualità, perché ciò avvenga non è sufficiente un ragionamento circoscritto alle "eccellenze"».
Su questo punto lei sembra non pensarla come Vecchi che invece nel programma e nel corso di tutta la campagna elettorale ha puntato molto sulla necessità di partire dalle eccellenze...
«E ha fatto bene. Ma non c’è solo quello. Non possiamo pensare che il Tecnopolo, il Centro internazionale dell'infanzia o la Mediopadana rappresentino il volano di un'intera città perché li caricheremmo di responsabilità eccessive. Le eccellenze guardano al futuro ma nell'immediato bisogna riuscire a vivere. La ripresa economica e occupazionale necessita di politiche che valorizzino la multipolarità della città e del territorio emiliano più in generale».
Con il Tecnopolo non si mangia, par di capire. Non per ora, almeno. E allora, lei cosa propone?
«Dobbiamo innanzi tutto evitare azioni speculative, specie per quanto riguarda l'uso del territorio, e valorizzare le forme di economia solidale che in questi anni si sono diffuse in città».
Qualche esempio?
«Mi pare che in questi anni il mutualismo e la solidarietà abbiano fatto una nuova comparsa; si tratta di trasformare queste prassi e questi sentimenti in un modello economico sostenibile. Penso al coworking, ai giovani che investono il loro futuro nell'agricoltura, al rilancio della cooperazione. Per fare questo servono non solo risorse ma una visione di città plurale, vicina ai vissuti quotidiani delle persone».
Cos’altro deve fare la giunta nei suoi primi atti?
«E' necessario riorganizzare la macchina amministrativa non solo per contenerne i costi di funzionamento e snellire i processi amministrativi, ma in particolare per rimotivare i dipendenti comunali e farli sentire parte di un percorso che guarda al prossimo decennio. Dalla qualità del loro lavoro e del loro impegno dipende il raggiungimento di importanti obiettivi che parlano del futuro della città».
A proposito della riorganizzazione della macchina comunale c’è un’altra occasione da non perdere: evitare altri casi di conflitto di interessi come quelli denunciati nei mesi scorsi dall’opposizione: penso al caso dell’appalto assegnato alla ditta del cugino del sindaco...
«Riorganizzare la macchina non significa solo renderla più efficiente o ridurre il numero di dirigenti, ma anche migliorarne la trasparenza e adottare ogni precauzione contro eventuali conflitti d'interesse. I dirigenti devono ruotare non possono restare vent'anni nella stessa posizione».
Nella campagna elettorale che si è appena conclusa abbiamo sentito tutti i candidati parlare della necessità di ricucire il dialogo con la città...
«Dobbiamo rispondere in modo non rituale alla domanda di partecipazione ed ascolto che proviene dai cittadini. Da questo punto di vista il superamento delle circoscrizioni rappresenta un limite ma anche un'opportunità. Siamo infatti chiamati a mettere in campo dispositivi concreti che regolino e favoriscano la partecipazione diretta dei cittadini, delegando a questi percorsi funzioni importanti: penso alla manutenzione dei quartieri e ad attività socio-culturali di prossimità».
Queste elezioni portano in Sala Tricolore una folta pattuglia di grillini. Come si controbatte alla dura opposizione che hanno annunciato?
«Il Movimento 5 Stelle ha perso le elezioni perché su questioni come la legalità, la difesa dei beni comuni e la partecipazione non hanno convinto l'elettorato sul fatto di detenere la golden share. Dobbiamo controbattere alla loro opposizione con la concretezza e la serietà delle nostre politiche, perché questo è il nostro valore aggiunto. Detto questo sono convinto che il clima sarà positivo con tutte le opposizioni e fondato sul reciproco rispetto e riconoscimento».
La giunta in fieri:lei come se la immagina? I criteri che Vecchi sembra voler utilizzare vanno bene? Serve altro?
«La nomina della giunta è una prerogativa del sindaco e non da oggi ho fiducia in Luca Vecchi. Mi auguro sappia rendersi autonomo dalle correnti di partito e interpretare la volontà di cambiamento e rinnovamento che si respira tra la gente».
Tutti nuovi a parte lei...
«La mia presenza in giunta non è scontata e dipende anche da questo tema del rinnovamento, considerando che quello che andrei a cominciare nella giunta Vecchi rappresenterebbe per me l'ultimo mandato».
Le partecipate: anche qui forse c'è una occasione per dimostrare che qualcosa è cambiato…
«Le partecipate, specie quelle strategiche, sono parte integrante dell'azione di governo dell'Amministrazione comunale. Non a caso, la riorganizzazione della macchina comunale a cui ho accennato prima, deve riguardare anche il sistema delle società partecipate, a cominciare da Iren le cui leve di comando devono tornare sul territorio; specie per quanto riguarda i servizi ambientali e il ciclo idrico».
Fin qui la teoria. Nella pratica sa però che la corsa per un posto in giunta è solo una parte del film. Il secondo tempo è appunto quello delle nomine negli enti partecipati...
«Anche qui serve una certa dose di rinnovamento e capacità di lavorare assieme intorno ad obiettivi comuni, con lealtà e generosità. Se qualche amministratore volesse preservare il proprio orticello lo farei accomodare altrove».
massimosesena
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