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Affari a Bari con l’eurodeputato Tatarella

Affari a Bari con l’eurodeputato Tatarella

La coop editoriale in Puglia per suggellare il sodalizio tra Motti e il compagno di banco a Strasburgo

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REGGIO. Si sono conosciuti nel 2009, tra i banchi del gruppo dei Popolari nel Parlamento europeo, tramutando in breve tempo l’affinità politica in legame d’affari concretizzatosi nella compartecipazione nella società cooperativa editoriale Nuova Stampa. Quest’ultima, primi di finire nel mirino della magistratura reggiana per truffa ai danni dello Stato, era la società nella quale l’ex eurodeputato Tiziano Motti ha deciso di investire insieme all’allora collega di Strasburgo Salvatore Tatarella, figlio di Pinuccio Tatarella (tra i padri del Movimento sociale italiano). Fino al 2013 Salvatore è stato socio della Nuova Stampa insieme al figlio Fabrizio, avvocato e attuale direttore della testata Puglia Oggi, settimanale della destra locale. Pur essendo soci della coop, i Tatarella non sono indagati nell’inchiesta reggiana. «Sono i membri originari di questa cooperativa che pubblicava già da tempo» spiega Motti interpellato sul legame con il politico pugliese, confluito poi nella corrente finiana del partito. «Poi sono entrato io, per gradi, e infine gli altri soci. La mia idea era puramente imprenditoriale. Noi reggiani avevamo una grande capacità di raccolta pubblicitaria, che ha portato alla creazione dell’edizione del Giornale di Reggio, città nella quale c’era sia il quotidiano sia il bisettimanale, che veniva pubblicato anche in Puglia. Il progetto era quello di coprire la loro regione e la nostra ma siamo partiti proprio con la crisi e invece che un raddoppio, siamo giunti al dimezzamento delle copie».

Nella realtà dei fatti, la cooperativa Nuova Stampa era amministrata in tutto e per tutto da Motti. I Tatarella non partecipavano nemmeno alle assemblee dei soci, nonostante la sede della coop fosse fissata in via Abate Gimma, a Bari, dove ha sede anche Puglia Oggi. Il giro d’affari della piccola coop era di 1 milione di euro nel 2012, cifra simile agli anni precedenti, con una perdita di bilancio di 9mila euro. I conti, quindi, non erano catastrofici, nonostante la difficoltà a far marciare l’azienda editoriale, sulle cui pubblicazioni Motti non ricorda l’effettiva tiratura. «Abbiamo una tiratura di 3mila copie, ma non ricordo bene. Sono scese dal 2011, quando il giornale ha cominciato a uscire solo a Reggio».

Dopo la batosta giunta con il sequestro conservativo da 300 mila euro deciso dal tribunale di Reggio, Motti dovrà probabilmente riorganizzare la sua attività imprenditoriale. A dargli una mano ci sarà il versamento fino a sei mesi dalla scadenza dell’indennità da parlamentare europeo. L’importante, però, è rimettere benzina nella macchina editoriale, sapendo che si tratta di un settore in netto declino. Al momento Motti detiene quote nella Uninvest holding srl (2,5 milioni di fatturato nel 2012 e 104mila euro di utile), che ha titolarità della Uninvest spa, società che raccoglie la pubblicità da pubblicare poi nelle varie testate appartenenti al vecchio gruppo Unica, e che prevedeva 591mila euro di compensi agli amministratori, tra i quali c’è Stefania Bigliardi, moglie di Motti. Poi ci sono altre società, come la Editrice Europea srl e una partecipazione nella Caravel spa. Tra le attività di maggior diffusione c’è oggi il sito 4minuti.it. (e.l.t.)

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