Gazzetta di Reggio

Reggio

Appena eletto: «Reggio, terra dei cachi»

di Evaristo Sparvieri
Appena eletto: «Reggio, terra dei cachi»

Sul caso dei presunti brogli, il neoconsigliere Cantamessi M5S rilancia il post di Grillo. E Soragni pubblica la legge elettorale

2 MINUTI DI LETTURA





«La terra dei cachi si è concretizzata alle ultime amministrative a Reggio Emilia». Firmato: Ivan Cantamessi, neoconsigliere M5S. Rilanciano, forti di un post sul blog del loro leader, nel quale si ipotizzano apertamente brogli elettorali in occasione del voto del 25 maggio. Continua a tenere banco tra i “grillini” reggiani il caso sulle presunte irregolarità che si sarebbero verificate in due seggi cittadini: 31 schede “incriminate” e non assegnate del seggio numero 7 di viale Montegrappa, più altre 14 nel seggio 149 di via Premuda, per due episodi su cui il M5S ha presentato denuncia e su cui sono in corso indagini della magistratura. A parlare, ieri mattina, è stato proprio il leader, Beppe Grillo, in un lungo post “Broglio sì, broglio no: la terra dei cachi”, nel quale attraverso riferimenti ad altri siti web, si afferma che «con la percentuale fantomatica del 41% al Pd, il sospetto di brogli è ragionevole». Nel post, in riferimento a quanto pubblicato dal sito “La rete non perdona”, anche un link sulle vicende reggiane: «Esortiamo i deputati 5 Stelle a farsi forza più di prima e chiedere di avviare una verifica del voto, soprattutto in quei seggi “rossi” dove già in passato si sono verificati brogli», si legge sul blog, dove su “rossi” si rimanda proprio alla notizia delle denunce presentate dalla deputata Maria Edera Spadoni e dalla neoconsigliera comunale M5S, Paola Soragni. Dopo essere stato pubblicato sul blog di Grillo, il post sulla “Terra dei Cachi” (dal titolo di una canzone di Elio e le storie tese) è stato subito condiviso sui social network dai neo-consiglieri grillini reggiani. Non solo Norberto Vaccari, fresco di nomina a capogruppo. Ma anche da Ivan Cantamessi, che non ha esitato a commentare il post affermando che «la terra dei cachi si è concretizzata alle ultime amministrative a Reggio Emilia». Quanto a Paola Soragni, invece, di professione avvocato, sulla sua bacheca Facebook è comparsa l’intera citazione dell’articolo 100 della legge elettorale, con riferimenti a pene e sanzioni relative al turbamento delle regolari attività elettorali. «Chiunque forma falsamente, in tutto o in parte, le schede o altri atti dal presente testo unico destinati alle operazioni elettorali o altera uno di tali atti veri, o sostituisce, sopprime o distrugge in tutto o in parte uno degli atti medesimi è punito con la reclusione da uno a sei anni. E' punito con la stessa pena chiunque fa scientemente uso degli atti falsificati, alterati o sostituiti, anche se non ha concorso alla consumazione del fatto. Se il fatto è commesso da chi appartiene all’ufficio elettorale, la pena è della reclusione da due a otto anni e della multa da 1.000 euro a 2.000 euro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google