La lezione dei caduti e dei reduci di guerra
Le medaglie consegnate a Giovanni Rossi, Terzo Giudici e ai parenti di altri sette deportati
«Le vostre testimonianze sono commoventi e saranno di sicuro insegnamento per questi giovani che vi circondano».
Così ieri mattina il prefetto di Reggio Antonella De Miro ha salutato i due ex internati dei campi di concentramento e le famiglie di altri sette loro commilitoni, ormai scomparsi, onorati con medaglie ricordo in una semplice quanto significativa cerimonia che si è svolta al Palazzo del Governo in occasione della celebrazione della festa del 2 giugno.
«Reggio Emilia è stata grande protagonista, 68 anni fa, della nascita della nostra Repubblica - ha proseguito - non solo con alcuni padri costituenti ma anche grazie e chi ha combattuto e si è sacrificato per l'affermazione della democrazia aiutandoci ad uscire dalle maceria, dalla povertà e dalle lacerazioni della guerra e riuscendo a dare centralità all'uomo favorendo l'affermazione di famiglia, scuola, comunità, istituzioni. Valori che tutti oggi sentiamo profondamente nostri».
Le sue parole erano indirizzate in particolare a Giovanni Rossi e Terzo Giudici ed ai congiunti dei loro colleghi le cui storie, oltre che dai diretti interessati, sono state narrate, in piccoli racconti, da alcuni ragazzi delle scuole di Rolo e del Consiglio scolastico che li avevano intervistati.
Concetti rivolti ovviamente a tutta la folta platea intervenuta della quale facevano parte fra gli altri i parlamentari Leana Pignedoli e Maino Marchi, la presidente della Provincia Sonia Masini, il rappresentante del Comune capoluogo Matteo Sassi e numerose autorità civili e militari, queste ultime in alta uniforme.
«La Costituzione - ha concluso la De Miro - va vissuta ogni giorno».
Luigi Vinceti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google