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Favia: chiarezza sull’appalto di Coopservice

Favia: chiarezza sull’appalto di Coopservice

Il consigliere regionale ha presentato un’interrogazione rivolta alla giunta e all’assessore Lusenti

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La giunta Errani è chiamata a rispondere in aula sul presunto giro di tangenti al policlinico di Modena e sull’appalto da 130 milioni di euro vinto da Coopservice. Il consigliere regionale ex Movimento 5 stelle Giovanni Favia ha infatti presentato un'interrogazione in Regione, chiedendo che la giunta di viale Aldo Moro dia un giudizio sui vertici del policlinico modenese, «per non aver vigilato in modo compiuto sugli acquisti e sulle procedure di concessione di lavori pubblici delle strutture da essi dipendenti».

Favia esorta anche la Regione ad «avviare un'indagine sui rapporti contrattuali delle strutture sanitarie coinvolte nei presunti episodi di corruzione».

In prima persona, ad esempio, l'ex grillino vuole vedere tutta la documentazione relativa «al bando di gara, al progetto e al capitolato d'appalto, con l'elenco delle prestazioni richieste e i relativi importi, dell'affidamento poliennale in global service a Coopservice», l'azienda reggiana toccata dall’inchiesta (che non conta però indagati) che si aggiudicò «il contratto di global service sanitario negli ospedali di Reggio Emilia per un importo di oltre 120 milioni di euro in nove anni a partire dal 2010». Al centro dell’inchiesta c’è l’ex direttore generale del Policlinico, Stefano Cencetti, ora indagato, che è seduto ora nei cda di alcune società controllate dalle ditte vincitrici dell’appalto, tra le quali Coopservice.

Inoltre, secondo Favia, stanno «emergendo strane transazioni effettuate dall'ausl di Modena in relazione alla costruzione del nuovo ospedale di Baggiovara e, a quanto è dato di sapere, la rete delle indagini originate dalla vicenda del policlinico di Modena si estenderebbe anche al territorio di competenza dell'ausl di Reggio Emilia e dell'azienda ospedaliera Santa Maria Nuova, coinvolgendo imprese che, sia pur radicate nel territorio reggiano, comparirebbero anche nel gruppo di quelle coinvolte nelle indagini in corso».

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