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I monarchici a Vecchi «Intitoli la piazza al re»

I monarchici a Vecchi «Intitoli la piazza al re»

Formentini: «Il luogo dedicato a Prampolini era intestato a Vittorio Emanuele II» In Comune intanto è giallo sul nullaosta che sancì negli anni 50 il cambio di nome

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Ala renziana del partito, giovani civatiani scalpitanti, centristi moderatamente cattolici. Ed ora anche i monarchici. La messa a punto della squadra di governo cittadina non è certo una passeggiata per il neo sindaco, Luca Vecchi, tra equilibri da mantenere e richieste politiche. Ed è proprio mentre impazza il toto-assessori che si fa più forte la voce di una antica e storica componente cittadina: quella dei monarchici. Sono pochi sì, ma è dal 13 aprile del 1962 che, puntualmente, avanzano sempre la stessa richiesta ai vari sindaci eletti: restituire a piazza Prampolini l’intitolazione originaria a Vittorio Emanuele II.

«L’amministrazione dovrebbe modificare il nome di piazza del Duomo da piazza Camillo Prampolini a piazza “Vittorio Emanuele II, ora piazza Prampolini” – spiega il monarchico Antonio Formentini, 76 anni e un passato nel Fronte Monarchico Giovanile – L’attuale denominazione non risulta essere ufficiale, non c’è mai stata alcuna autorizzazione da parte della Prefettura. Di conseguenza quella è piazza Vittorio Emanuele II».

Formentini si definisce oggi un «esule in Patria» ma da anni, insieme ad altri monarchici reggiani, si sente esule anche nella principale piazza della città. Il nuovo primo cittadino riuscirà a far fronte a questa vicenda, durata ormai più di mezzo secolo, “tirata fuori” con una cadenza svizzera, proprio all’indomani del 2 giugno, giornata in cui si celebra la Repubblica?

«Ci auguriamo che Luca Vecchi e gli uffici competenti regolarizzino la toponomastica – sottolinea Formentini, amico di penna, e non solo, di molte famiglie reali europee – Ho segnalato questa anomalia a Maria Pia di Savoia (la figlia maggiore dell’ultimo re d’Italia, Umberto II, e di Maria Josè, ndr), che mi ha ringraziato per il mio impegno».

Pare che l’attuale Duca d’Aosta, ora residente a Pantelleria, sia altrettanto interessato al “caso reggiano”. Ma, a distanza di 52 anni, qualcosa si sta muovendo all’interno della macchina comunale.

«Stiamo studiando gli atti originali dell’epoca – fanno sapere dal servizio Edilizia – tra un paio di settimane avremo un quadro più chiaro».

Le ricerche sono indirizzate su atti datati tra il 1954 e il 1959: il mistero da risolvere riguarda l’assenza del nullaosta da parte della Prefettura, documento obbligatorio per le variazioni toponomastiche.

«Abbiamo atteso l’esito delle elezioni per avanzare la richiesta al nuovo sindaco – conclude Formentini – Non vogliamo che la piazza cambi completamente nome, sappiamo che per tutti resterà piazza Prampolini, ma sarebbe il caso di inserire una targa che ne indichi la vera denominazione. È una questione storica».

Beppe Grillo prima e Matteo Renzi dopo, la piazza l’hanno riempita. Ma ora Luca Vecchi, per ottenere la fiducia dei monarchici, a detta di Formentini, dovrà fare di più: essere più realista del re e ricordare ai cittadini la vera storia di piazza Vittorio Emanuele II.

Luca Vecchi, tuttavia, che ieri ha avuto un incontro con il sindaco uscente, Ugo Ferrari, non sembra molto intenzionato ad affrontare di petto la vicenda, non considerandola come una priorità della città. E, dagli ambienti a lui vicini, corre voce che non abbia alcuna intenzione di essere ricordato come il sindaco che ha cambiato il nome alla piazza simbolo di Reggio.

Cosimo Pederzoli

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