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Legionella, prosciolto Corradi

Legionella, prosciolto Corradi

L’82enne che viveva in una casa dell’Acer guarì dal virus e morì per altre cause

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Il caso è di quelli delicati: poco meno di tre anni fa moriva l’82enne Maria Carmelina Sassi e Marco Corradi – presidente dell’Acer – è finito sotto processo per omicidio colposo, in quanto per la procura l’anziana era morta il 18 settembre 2011 di legionellosi, avendola contratta quando abitava nell’alloggio popolare di via Monte San Michele 13.

Ma ieri, davanti al gup Antonella Pini Bentivoglio, quest’accusa è caduta e Corradi è stato prosciolto. Ma come è maturata questa “svolta”? Come ha spiegato nell’arringa l’avvocato difensore Antonio Sarzi Amadè, le cause di morte erano state dedotte solo dalle cartelle cliniche sequestrate al Santa Maria, mentre dal successivo reperimento dei diari infermieristici reperiti nelle due case protette di Ramiseto e Bibbiano– come richiesto proprio dalla difesa – è emerso che il decesso era stato causato dall’aggravarsi di patologie (problemi al cuore e ai reni, ndr) di cui l’82enne soffriva da tempo . «La signora Sassi era guarita dalla legionellosi – ha rimarcato Sarzi Amadè – quando era stata dimessa dall’ospedale, dopo oltre due mesi di ricovero, il 30 maggio 2011. Poi nei mesi trascorsi nelle due case protette le sue condizioni cliniche si erano complicate. Quindi non si può ritenere la legionellosi una concausa della morte». Conclusioni condivise dallo stesso medico legale Nicola Cucurachi che ha depositato un’integrazione della sua consulenza tecnica. La procura ha comunque chiesto il rinvio a giudizio di Corradi, ritenendo il processo utile per approfondire la vicenda, ma il gup Ghini ha chiuso il caso. La famiglia dell’82enne non si è costituita parte civile, essendo già stata risarcita (40mila euro) dall’assicurazione dell’Acer (cioè l’Unipol). L’anziana era entrata, in affitto, nell’appartamento di via Monte San Michele il 27 febbraio 2011 ed era stata ricoverata il 30 marzo: l’Arpa aveva evidenziato la presenza del pericolosissimo batterio nei rubinetti dell’alloggio popolare.(t.s.)

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