Pagliani lancia il tavolo delle opposizioni
Forte delle sue 671 preferenze, Giuseppe Pagliani si prepara ad affiancare la capogruppo Donatella Prampolini nel condurre un’opposizione «ferma e decisa, dura e intransigente ma non preconcetta»....
Forte delle sue 671 preferenze, Giuseppe Pagliani si prepara ad affiancare la capogruppo Donatella Prampolini nel condurre un’opposizione «ferma e decisa, dura e intransigente ma non preconcetta». Più di un elettore su dieci, fra quanti hanno scelto Forza Italia, gli ha dato fiducia. Non importa se la candidata sindaco, che si diceva sicura di trionfare, ha incassato tremila voti in meno rispetto a Vaccari e 35mila meno di Vecchi. Pagliani non prevede altra opposizione che quella guidata dal suo partito: «Non ci interessano – scrive – i proclami di azione urlata dei grillini, che fatalmente si scioglieranno, entro un anno, come neve al sole». A Matteo Olivieri riconosce capacità ed accortezza, ma non dà alcun credito all’insieme dei pentastellati neoeletti: «Nel loro programma elettorale – dice – si nota un’assoluta incompetenza». Senza curarsene troppo, quindi, Pagliani lancia il guanto di sfida a Vecchi: «Forza Italia sarà inflessibile all’opposizione, senza fare sconti ad alcuno, a partire da recenti vicende poco commendevoli che a breve potranno toccare i sepolcri, più arrossati che imbiancati, dell’amministrazione». Il tono quasi giustizialista si stempera, in realtà, nell’esemplificazione. Pagliani non allude a scandali, ma alle scelte amministrative a suo avviso sbagliate. Ad iniziare dal parcheggio di piazza della Vittoria: «La cattiva gestione degli appalti e delle partecipate è all’origine di perdite e di costi violenti. Gli operatori privati avrebbero fatto di meglio. Reggio ha perso importanti opportunità, tra cui le Fiere e il rilancio dell’aeroporto. Non si sono investiti 300mila euro per interrare l’elettrodotto Terna della Tav. Quindi le ditte reggiane non possono usare come vetrina l’autostrada, come avviene in molte città». Si può obiettare che la Mediopadana dona alla nostra città una centralità mai avuta in passato: «È vero - ammette Pagliani - ma gli enti locali devono convincersi che siamo al centro di un’area vasta ed essere inclusivi nei confronti dei territori circostanti». Al di là dei proclami bellicosi, l'esponente Forza Italia si disegna un ruolo di tessitore: «Daremo vita a un tavolo dell'opposizione che sia aperto anche a tutti coloro che non a parole, ma coi fatti vogliono costruire, per il futuro, l'alternativa a Vecchi. Reggio merita di più e di meglio».
Luciano Salsi
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