Reverberi: «Mini impianti nelle scuole»
Il presidente onorario del Coni regionale: occorre concentrarsi sullo sport per il rilancio della città
«Le nostre società sportive sentono forte l’esigenza di essere sostenute nella loro funzione di agenzie educative. È giunto il tempo di un approccio diverso, operando scelte coraggiose e sostenendo politiche basate sulle centralità della persona, affrontando sul serio l’educazione delle tante ragazze e dei tanti ragazzi che vogliono riscoprire attraverso la pratica sportiva il piacere dello stare assieme». Lo afferma William Reverberi, presidente onorario Coni Emilia Romagna, attraverso una lettera aperta alla città nella quale chiede maggior attenzione allo sport da parte della nuova amministrazione. «È tempo di guardare al futuro con un maggiore impegno, da parte di tutte le forze politiche chiamate a governare le nostre comunità, per dare un senso allo sviluppo della pratica motoria e sportiva - afferma Reverberi - In un Paese dove anche lo sport si trova a fare i conti con le profonde trasformazioni di una società all’interno della quale lo sport ricopre un ruolo significativo, così come affermato anche dalla nuova Costituzione Europea, occorre comprendere le potenzialità di uno sport sempre più inteso come strumento educativo capace di dare speranze ai nostri giovani». Secondo il presidente onorario Coni, sei sono le priorità: sostenere la pratica motoria e sportiva dei portatori di disabilità e valorizzare le attività che si svolgono in ambiente naturale, sostenere l’azione di servizio svolta dal Coni e dagli enti di promozione sportiva, dalla scuola e soprattutto dalle nostre società sportive; favorire la crescita di rapporti di collaborazione e solidarietà tra movimento sportivo dilettantistico e professionistico; continuare nel miglioramento degli impianti sportivi; realizzare mini impianti sportivi nei cortili delle scuole e nei parchi pubblici; promuovere innovazione nella progettazione e nella gestione dell'impiantistica sportiva; dare vita ad eventi capaci di promuovere lo sport nell'impegno di fare crescere uno spirito di solidarietà, pace ed accoglienza delle diversità culturali.
«Si dovrà sempre più investire in progettualità e risorse tese a favorire lo sport dilettantistico avendo attenzione alla qualificazione degli assetti urbani, alla polivalenza degli impianti, al coinvolgimento del capitale privato - conclude Reverberi - Il movimento sportivo non è più disponibile ad accontentarsi di promesse destinate a restare nei libri dei sogni. Ai nostri ragazzi non occorrono “mega strutture” ma impianti funzionali e capaci di dare risposte ad una domanda in costante crescita qualitativa e quantitativa».
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