Gazzetta di Reggio

Reggio

Truffa, Motti ricorre in Cassazione

Truffa, Motti ricorre in Cassazione

L’ex europarlamentare impugna il sequestro di 300mila euro disposto dal Riesame sui conti suoi, della moglie e di tre soci

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO

Dovrebbe essere presentato giovedì il ricorso in Cassazione con cui l’avvocato Liborio Cataliotti (che assiste Tiziano Motti, la moglie Stefania Bigliardi e gli altri tre indagati) intende agire contro il sequestro di 300mila euro effettuato dalla procura nell’ambito dell’inchiesta che vede l’ex europarlamentare e gli altri quattro indagati per stampa clandestina e truffa ai danni dello Stato relativamente ai contributi per periodici editi da coperative di giornalisti (sui 700mila euro, relativamente al biennio 2010-2011).

«Su un medesimo giudicato cautelare i magistrati non possono esprimersi due volte – rimarca l’avvocato Cataliotti – inoltre la clandestinità è un reato inconsistente e il 28 novembre 2012 è entrata in vigore una normativa sul tema che impedisce applicazioni retroattive». Difficile dire quando questo ricorso sarà esaminato dalla Suprema Corte, comunque pare che il pronunciamento arriverà entro l’estate.

Nel mirino degli inquirenti Motti come amministratore unico della cooperativa editoriale “Nuova stampa- Il giornale (e con lui gli altri tre soci-giornalisti), ma anche la moglie dell’ex politico, suo braccio destro negli affari e amministratrice della Uninvest spa (già Gruppo Unica e poi Europa Servizi), snodo centrale della galassia imprenditoriale di Motti. «Probabilmente ritengono che la cooperativa di giornalisti "Nuova stampa" sia fittizia e che la vera società al centro dell'ipotesi di truffa possa essere la concessionaria della pubblicità» spiega sempre Liborio Cataliotti. «Non c'è motivo per il quale mia moglie debba essere indagata – conferma Motti – se non quello di essere la responsabile della Uninvest, che raccoglie la pubblicità per le nostre pubblicazioni. Peraltro siamo noi i primi clienti della nostra stessa società e tutto avviene sotto la luce del sole».

La Uninvest spa (quasi 12 milioni di euro nel 2012 e utile di appena 37mila euro) è la società operativa della famiglia Motti, quella con il maggiore giro d'affari, racchiusa nella Uninvest srl, holding di controllo partecipata al 50% da Motti e dalla moglie.

La prima accusa - stampa clandestina - parte dal contributo statale versato alla cooperativa "Nuova Stampa" per quanto concerne la testata bisettimanale cartacea "La notizia-Il giornale" che a quel tempo risulta registrata presso il tribunale di Bari ma poi passerà a Reggio: secondo gli inquirenti c'è un "buco" in questo passaggio burocratico, un ritardo nell'iscrizione della testata da Bari a Reggio. Durante questo "buco" la stampa non sarebbe più legale, ma clandestina. Un'accusa che prevede una sanzione pecuniaria tutto sommato "soft": da 103 a 619 euro. Più delicata l'accusa di truffa ai danni dello Stato (si può arrivare sino a sei anni di carcere). Secondo la procura il reato si collega al fatto che la cooperativa "Nuova Stampa" , essendo stata clandestina per un certo periodo, ha incassato contributi statali senza averne diritto. «Sono tutte accuse evanescenti - replica Cataliotti, che difende l'ex europarlamentare - per le quali due volte il gip e una volta il Riesame avevano già respinto la richiesta di sequestro della somma».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google