Gazzetta di Reggio

Reggio

Accumula rifiuti per cinque anni e costringe i vicini alla fuga

Silvia Parmeggiani

Dopo aver rimosso il pattume i servizi sociali dell’Ausl dichiarano che non c'è pericolo, ma l’edificio è invivibile per la puzza

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CORREGGIO

La preoccupazione per i bambini li farà star fuori di sicuro ancora una notte o almeno fino a quando l’appartamento in cui sono stati trovati cumuli e cumuli di rifiuti non verrà bonificato. Il pensiero, infatti, va alla loro salute e anche se i responsabili del servizio di Igiene pubblica ieri, dopo il sopralluogo, hanno sottolineato che le condizioni in cui versa l’appartamento al secondo piano di una villetta in via Pergetti 4 (a Lemizzone), non sono rischiose per la salute, le cinque famiglie rimarranno ancora fuori casa. E da lunedì si sono “accampati” in mezzo alla strada perché loro in mezzo a quella “puzza” i figli non ce li vogliono far stare.

Per capire cosa stia succedendo, bisogna fare qualche passo indietro e tornare a giovedì 29 maggio. E’ in quella data, infatti, che l’amministratrice di condominio chiede di parlare col responsabile dei servizi sociali del Comune di Correggio, Luciano Parmiggiani, chiedendogli se conosca la situazione di una donna che vive in quell’appartamento.

La risposta è negativa ma Parmiggiani tenta comunque di capire cosa stia succedendo e scopre che una inquilina, una donna di 35 anni, da anni vive in una situazione disastrosa, di disagio sociale e psicologico. Vedova e senza parenti, la donna forse per sopperire a questa mancanza emotiva, avrebbe iniziato a collezionare pattume, senza mai sbarazzarsene. Un problema che nessuno delle famiglie residenti aveva mai sospettato perché la donna, molto riservata, ogni volta che usciva dal suo appartamento era sempre molto curata. Ma quando qualche tempo fa, si presentò l’imbarazzante problema della “puzza” in condominio tutti pensavano che la causa scatenante fosse da attribuire ad altro fino a questi ultimi giorni quando, il pattume accumulato e il caldo che ne ha probabilmente aumentato le esalazioni, ha fatto capire a tutti da dove nascesse il problema.

A poco, però, sono servite le parole dei vicini di casa che, cercando di far uscire la donna dall’appartamento, non hanno ottenuto nulla più che una confessione dalla donna.

«Non ha voluto il nostro aiuto – ha spiegato una mamma che vive nel condominio – e ciò che è peggio e che quel pattume ora è ancora tutto là dentro. Io ho davvero paura per la salute dei miei figli e come tutti gli altri (la donna si riferisce ad altri quattro nuclei famigliari, ndr) staremo qui fuori. Ci siamo rivolti a tutti, è tempo che lo facciamo ma nessuno ci ascolta».

Dall’altro lato, però, il Comune - riconosciuta la gravità della situazione - si è reso subito disponibile e da qui sembra sia arrivato il primo tentativo di intervento. Il 2 giugno, infatti, nonostante fosse festa, i carabinieri e Iren hanno effettuato un primo sopralluogo nell’appartamento buttando via il più possibile. Ma in un solo giorno, vista la notevole quantità di rifiuti conservati, non si potevano certo fare miracoli: per questo ora Iren tornerà più volte per liberare il locale prima della bonifica e della sterilizzazione dell’appartamento. Ora la donna è ricoverata all’ospedale San Sebastiano di Correggio e per l’igiene pubblica, nonostante il comprensibile disagio e la paura, le famiglie potrebbero comunque tornare a casa senza rischi per la salute.

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