Corniano in allarme per il cogeneratore
Bibbiano: chiuso dopo le proteste per fumo e problemi sanitari, ora dovrebbe riaprire. Imprenditori e cittadini dal sindaco
BIBBIANO. Le aziende della zona artigianale di Corniano, alle porte di Bibbiano, sono in subbuglio per un cogeneratore ad olio messo in funzione nei mesi scorsi, poi fermato ed ora destinato a ripartire, stando alle indiscrezioni raccolte dagli imprenditori e dagli abitanti della frazione. Per fermare l’impianto, o quantomeno per cercare di capire quali possono essere le conseguenze dell’attività del cogeneratore, è nato un comitato che sabato mattina andrà in municipio a chiedere informazioni sulle voci che circolano in questi giorni, secondo le quali l’impianto sarebbe prossimo alla riapertura. Finora la protesta è stata “morbida” – anche perché il Comune, dopo i problemi segnalati nei mesi scorsi, è effettivamente intervenuto per chiedere controlli sull’azienda e per sospendere l’attività del cogeneratore – ma potrebbe riprendere in modo più radicale, in caso di riaccensione dell’impianto. Insomma, i cittadini attendono di capire che cosa accadrà e cosa diranno gli amministratori comunali, peraltro reduci dalle amministrative che hanno portato all’elezione del nuovo sindaco Carletti, subentrato a Venturelli.
La vicenda nasce circa un anno e mezzo fa quando la ditta A2B prende in affitto un’area nella zona artigianale di Corniano. Gli abitanti della zona vedono nascere una specie di container da cui escono vari tubi. Che sarà? Un macchinario per la pulizia industriale? Un impianto per la sabbiatura, cioè per l’erosione della parte più superficiale di un materiale tramite l’abrasione dovuta ad un getto di sabbia ed aria? Le varie ipotesi svaniscono quando la macchina viene messa in funzione, nel gennaio scorso: è un cogeneratore ad olio di colza, a quanto pare, finalizzato alla produzione di energia elettrica ed acqua calda. Ma ci sono problemi collaterali: dal tubo principale del macchinario, del diametro di una cinquantina di centimetri, esce fumo. Nero e denso quando l’impianto è appena acceso e durante i collaudi; biancastro negli altri momenti. Fumo che si diffonde nei paraggi, giorno e notte, con conseguenze spiacevoli per chi lavora e anche per chi abita nella zona artigianale: nausea, tosse, mal di gola.
Di conseguenza, le aziende della zona discutono tra di loro e decidono di rivolgersi all’amministrazione comunale. La quale risponde descrivendo il progetto della A2B e attivando l’Arpa per effettuare controlli. Le aziende dell’area artigianale affermano di non conoscere con esattezza l’esito di quei controlli, ma di fatto il Comune sospende l’attività del cogeneratore. Data dello stop: 17 marzo scorso. Ma in questi giorni circolano voci relative all’imminente riapertura dell’impianto, non si sa se a titolo definitivo oppure sperimentale. Sabato i cittadini andranno in municipio per sapere se le voci sono vere, se sono state apportate modifiche al cogeneratore e se l’impianto è sicuro dal punto di vista della salute. Anche perché a due passi ci sono una latteria, un ristorante, una cinquantina di aziende e, ad un centinaio di metri, una zona residenziale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
