Impianto nato nella “culla del Parmigiano Reggiano”
BIBBIANO. Ironia della sorte, l’area aziendale della ditta A2B e del suo cogeneratore – nella zona artigianale di Corniano – confina con una delle due latterie della frazione bibbianese. Corniano...
BIBBIANO. Ironia della sorte, l’area aziendale della ditta A2B e del suo cogeneratore – nella zona artigianale di Corniano – confina con una delle due latterie della frazione bibbianese. Corniano non è un luogo qualunque, quando si parla di latterie e di Parmigiano Reggiano. Come è noto, Bibbiano viene definita “la culla del Parmigiano Reggiano”, e a Barco c’è un monumento al re dei formaggi. Il più antico documento in cui appare il termine formadio (il padre del futuro Parmigiano Reggiano) è una pergamena dei monaci benedettini dell'Abbazia Marola, datata 13 aprile 1159: tre fratelli di Formolaria (oggi Frombolara) di Carpineti accettavano terre in affitto dall'Abbazia in cambio di denari, merci (pecore e giuncate ad arbitrium) e 3 "aportos de formadio" (apporti di formaggio). Il documento fu redatto proprio a Corniano di Bibbiano, in una dipendenza dei religiosi. Da secoli si discute sul luogo in cui è nato il Parmigiano Reggiano, ma la maggior parte degli storici concorda su un fatto: la culla della rinascita qualitativa e quantitativa del formaggio, a partire dal 1700, è Bibbiano. I motivi principali: il foraggio di qualità, derivante dai prati stabili e dalla disponibilità di acqua, e l’abilità dei casari bibbianesi. Nel 2008 è nato il consorzio "Bibbiano la Culla" per promuovere il formaggio bibbianese con un proprio marchio di qualità. Ne fanno parte 6 caseifici locali, tra cui la latteria a fianco della A2B. (m.g.)
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