Nuova sede e mezzi, i “nodi” della Cri
La Croce Rossa di Carpineti compie 25 anni e pensa al futuro. Il presidente: «La nostra vera forza sono i volontari»
CARPINETI. Una realtà importante, se non fondamentale, per il territorio. Oggi impegnata ad affrontare le difficoltà generali e quelle del volontariato, oltre che nuovi impegnativi progetti, fra cui una sede da realizzare. Benvenuti nel mondo della Croce Rossa di Carpineti, una delle principali realtà nell’assistenza sanitaria della montagna reggiana, a cui fanno capo anche le Cri di Baiso e di Cerreto Laghi, impegnata principalmente nei mesi invernali sulle piste da sci.
E’ un’associazione longeva, tanto che nel 2014 festeggerà i 25 anni di attività, divisa fra la copertura completa del territorio per le emergenze, 24 ore al giorno, oltre che con migliaia di servizi ordinari, di sostegno all’ospedale di Castelnovo Monti, di protezione civile, di formazioni e di lavoro con i giovani.
Un anniversario da celebrare ma che pone anche riflessioni indispensabili sul futuro, a partire dalle strutture per proseguire con le necessità economiche e di nuove forze, sottolineano il presidente Gianpaolo Borghi e Corrado Ovi, uno dei referenti locali. Con un nodo su tutti, la nuova sede, che dovrebbe sorgere in via San Prospero all’ingresso del paese, in un campo non lontano dal complesso sportivo. In questi anni l’associazione e il Comune hanno lavorato alla definizione del progetto, ormai vicino all’ufficialità. La sede attuale «non è di proprietà della Cri, siamo in affitto ed essendo un edificio un po’ datato comporta costi di gestione elevati».
Da qui l’idea di un trasloco, «per avere una struttura più funzionale e accogliente per i volontari, per gestire in modo adeguato i mezzi e le attrezzature in dotazione, per soddisfare le nuove esigenze normative di edificio strategico per il territorio».
Un progetto ambizioso, però, in anni difficili, in cui le risorse economiche sono sempre meno: «Abbiamo richiesto un contributo alla Fondazione Manodori, auspichiamo che ci venga concesso». Un rischio potrebbe essere che la sede distolga da altri investimenti, come i mezzi le attrezzature.
Ma il presidente sottolinea che «abbiamo un discreto parco macchine. Alcuni mezzi hanno un po’ di anni ma spesso pochi km, tutti revisionati e accreditati dalla centrale del 118 per i rispettivi servizi».
Ed entro la fine dell’anno dovrebbe poi arrivare una nuova ambulanza. Infine, i volontari, il vero cuore dell’associazione: «Ogni giorno ci sono almeno una ventina di volontari per coprire i servizi».
Si cerca di andare avanti, quindi, anche se le necessità sono molte, «in primis nuovi volontari, sono la nostra forza. E sono sempre benvenute donazioni economiche o di attrezzature. Altri comitati hanno la fortuna di ricevere donazioni di ambulanze o attrezzature, purtroppo la nostra realtà è più povera e, salvo qualche rara eccezione, quel poco che oggi abbiamo è il risparmio dell’attività dei volontari».
Adriano Arati
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