Pedofilia, pensionato assolto dopo tre anni
Scandiano: la Corte non ritiene provati gli abusi su una bimba di 5 anni alla festa di compleanno
SCANDIANO. Dal 2011 un pensionato 71enne è accusato di abusi nei confronti di una bambina di cinque anni: una storia di grandi sofferenze da qualsiasi parte la si guardi, emersa solamente ieri – in tribunale a Reggio – quando le due famiglie dilaniate si sono ritrovate una di fronte all’altra per l’udienza-chiave.
Secondo quanto ricostruito dall’accusa, tutto sarebbe accaduto nell’appartamentino del pensionato che quel giorno di tre anni fa compiva gli anni. La bimba e i genitori – vicini di casa del 71enne – sono invitati alla festa di compleanno. Mentre gli altri chiacchierano in una stanza, il pensionato e la piccola giocano insieme con un cagnolino, poi l’anziano le avrebbe detto «Vuoi essere mia complice?», costringendola nei pressi del bagno a un atto sessuale. Un gesto notato dalla mamma della bimba che, infuriata, lascia subito con i familiari quella casa. Ma non è finita lì. La mamma ne parla alla scuola materna e il racconto arriva alle orecchie dei servizi sociali che si attivano: pochi giorni dopo la madre denuncia il pensionato.
Durante le indagini coordinate dal pm Maria Rita Pantani, la bambina descrive a un certo punto – in un incidente probatorio – quell’atto. Per il pm è la prova-chiave, come conferma la perizia: da qui la richiesta di una condanna a 5 anni di reclusione per il pensionato. I genitori, per conto della bimba, si sono costituiti parte civile tramite l’avvocato Marco Scarpati: chiedono una provvisionale di 50mila euro.
In un clima teso prende poi la parola l’avvocato difensore Vainer Burani che instilla dubbi su dubbi nella Corte presieduta da Francesco Caruso (giudici a latere Cristina Beretti ed Andrea rat). Il legale rimarca che la madre, alla festa, vide quella “cosa” ma non era in condizioni di completa lucidità, quindi può aver frainteso. Poi si sofferma sull’esito dell’incidente probatorio per dire che solo in fondo alle 92 pagine della perizia si trova traccia di un atto sessuale che comunque lascia spazio a grossi interrogativi. Infine sottolinea che la madre aveva consegnato la felpa della piccola, ma le analisi dei carabinieri del Ris di Parma non hanno poi trovato tracce compromettenti.
Dalla camera di consiglio la Corte esce con un sentenza d’assoluzione “perché il fatto non sussiste”. Sono momenti delicati. Il pensionato trema, ha un lieve malore, non riesce ad alzarsi, quando ce la fa a lasciare l’aula chiede lumi al difensore: «Sì, assolto con formula piena!».
La convivente del 71enne piange: «Non ne potevamo più, è stato un inferno» e se ne va con il compagno. I genitori della bimba sono scuri in volto, si consultano con l’avvocato. Il pm Pantani lascia intendere che, dopo aver letto le motivazioni della sentenza, farà appello. (t.s.)
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