Gazzetta di Reggio

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Sapelli: «Poletti? Ormai è un capitalista»

di Evaristo Sparvieri
Sapelli: «Poletti? Ormai è un capitalista»

L’economista a Reggio per il convegno della Camera di Commercio: «S’illude che la flessibilità rilanci l’occupazione»

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«Il ministro Poletti? Ormai non pensa come un cooperatore ma come un capitalista». E ancora: «Le cooperative devono tornare a fare le cooperative. E non lanciarsi in avventure». Una critica forte. Un attacco al cuore economico reggiano, quel mondo cooperativistico finito spesso nel mirino delle polemiche. A lanciarlo, Giulio Sapelli, uno dei maggior economisti italiani, ordinario di Storia Economica all’Università degli Studi di Milano, tra i relatori ieri mattina di “CreaRe Valore”, convegno organizzato dalla Camera di Commercio al Teatro Valli in occasione della 12esima Giornata dell’economia. Un dibattito al quale hanno preso parte anche il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi, e Luigi Campiglio, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Sapelli, per lei un ritorno a Reggio, città di Delrio. Qual è il suo messaggio per il governo? Come uscire da questa crisi?

«Il governo deve fare al più presto la semplificazione della pubblica amministrazione. La Regione Lombardia ha fatto un tentativo, io sono stato commissario unico per la semplificazione: abbiamo fatto un buon documento, con un’audizione con novanta persone circa. E c’è stata un’ottima legge sulle imprese votata all’unanimità sempre dalla Regione».

Quindi è questo il primo passo per la ripresa?

«Per gli imprenditori, ma anche per il semplice cittadino, semplificare la pubblica amministrazione vuol dire passare da un’antropologia negativa a quella positiva. È fondamentale».

Anche per la ripresa occupazionale? I dati Istat sono allarmanti...

«Per la ripresa occupazionale ci vogliono investimenti. L’utopia, o l’illusione neoclassica, che la ripresa occupazionale si fa flessibilizzando il mercato del lavoro è fallita. Questa cosa la può credere Poletti, che conosco da tanti anni. E rispetto il suo grado di non autonomia concettuale rispetto a questi problemi. Ma ormai non pensa come un cooperatore, ma come un capitalista. Il vero modo per creare occupazione è investire. Quindi bisogna detassare, che di per sè già vuol dire favorire investimento. E se non c’è la mano privata deve entrare la mano pubblica. Quindi bisogna farsi un po’ di esami di coscienza».

Ha parlato della Regione Lombardia. Ma, con questa frecciata a Poletti, sembra molto critico nei confronti del modello emiliano.

«Gli emiliani devono tornare ad essere quelli che erano negli anni ‘50 e ‘60, quando c’era un economia mista che funzionava molto bene e che loro hanno stupidamente quasi distrutto. Le cooperative devono in qualche modo tornare a fare le cooperative: fare immobili e case a proprietà indivisa. E non lanciarsi in avventure».

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