Segnali di ripresa, il Pil torna a crescere
Previsto aumento dell’1%. Landi attacca il Governo: «Dannoso smantellare le Camere di Commercio»
«Dopo aver chiuso il 2013 con una flessione dell’1,7% sul valore aggiunto, secondo le previsioni di Prometeia/Unioncamere la nostra provincia dovrebbe registrare una crescita del Pil pari all’1%. Un accenno di ripresa, in sostanza, che dovrebbe consolidarsi nel 2015, con un aumento previsto nell’1,7%». Invita alla cautela. Ma, nello stesso tempo, lascia intravedere i primi segnali di ripresa.
Così Stefano Landi ha inaugurato ieri mattina il convegno organizzato al Valli in occasione della 12esima Giornata dell’economia, dove sono stati presentati anche i dossier contenenti i principali indicatori dell’economia reggiana per questi primi mesi del 2014. «I dati certi – afferma Landi – evidenziano un aumento della produzione manifatturiera dell’1% nel primo trimestre di quest’anno, cui corrisponde un aumento del fatturato pari all’1,2%. Dopo cinque trimestri consecutivi di calo, dunque registriamo una inversione di tendenza, che appare comunque legata prevalentemente al buon andamento delle esportazioni, che segnano un aumento del 4,3% in valore. Andamento confermato anche dagli ordini, che tornano positivi proprio grazie alla robusta crescita, pari al 4% di quelli provenienti da altri Paesi». Ma non tutti i settori sono interessati dalla ripresa, che per il momento sembra limitarsi soprattutto al comparto metalmeccanico ed elettronico. A soffrire, il commercio e l’industria delle costruzioni, mentre è in tenuta l’agroalimentare.
«Fra i dati più gravi della nostra provincia - aggiunge Landi - va sicuramente inserita la questione occupazionale. Reggio Emilia è lontanissima dal tasso di disoccupazione nazionale, ma resta il fatto che dal 2,3% del 2008 siamo passati al 5,9% del 2013, con quasi 15mila persone in più iscritte al collocamento». Ma, nella sua relazione, il presidente Landi affronta anche il tema di riforma delle Camere di Commercio. E su questo punto lancia una stoccata al Governo, e a quanti vorrebbero abolire il registro delle imprese.
«Grazie al registro delle imprese che si vorrebbe abolire, le Camere di Commercio sono uno strumento indispensabile per assicurare la trasparenza del mercato e la conoscenza immediata di tutte le attività economiche del territorio - attacca Landi - sono un presidio di legalità irrinunciabile e sono le uniche istituzioni, svincolate dalla politica, interamente dedicate a promuovere e sostenere le imprese nell’interesse delle economie locali. Lo smantellamento delle Camere di Commercio non sarebbe quindi un favore, ma un danno alle imprese e ai territori». (e.spa.)
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