Da domani la Rosta diventa “Zona 30”
Il Comune: «La fase sperimentale sarà seguita assieme ai residenti e agli utenti»
Prende corpo il progetto pilota per rendere il quartiere Rosta Nuova - Pappagnocca un quartiere "Zona 30". A darne notizia è con una nota il Comune. Si tratta della sperimentazione di una differente disposizione della sosta su via Wybicki, che consentirà di liberare parte dei marciapiedi. A definire il nuovo tracciato di percorsi e stalli saranno cittadini, associazioni e utenti dei servizi, come le scuole, che parteciperanno - dice sempre il Comune - alla realizzazione di prova, insieme ai tecnici, del nuovo disegno dalla sosta. A coadiuvare i lavori, che hanno come obiettivo rendere la strada più sicura e vivibile, saranno l'esperto di moderazione del traffico Matteo Dondè e il dirigente del Servizio comunale Mobilità Alessandro Meggiato.
Per consentire le operazioni, dalle 15 alle 18 di sabato, sarà vietata la sosta della auto in via Wybicki (sul lato dei numeri pari) nel tratto compreso tra piazzetta Neruda e via Mutilati del lavoro.
Il progetto pilota che parte alla Rosta è il risultato delle istanze presentate dai residenti negli ultimi anni riguardo alla viabilità in diversi punti del quartiere, raccolte e messe a sistema dall'Amministrazione comunale e sulle quali è stato costruito il progetto Zona 30. La sperimentazione nel quartiere di Rosta sarà l'"anteprima" dell'estensione delle Zone 30 a tutto il centro cittadino, lasciando a 50 chilometri orari il limite di velocità nelle vie di maggior traffico. Quello che interessa la Rosta è infatti il primo di una serie di provvedimenti, previsti dal Piano urbano della mobilità (Pum) per incrementare la sicurezza delle strade per ciclisti e pedoni e limitare la velocità dei veicoli, che riguarderanno in futuro tutto il centro abitato. Questo perché la velocità è - lo dicono i dati - la maggior causa di morte e ferimento grave negli incidenti stradali. Ad esempio, mentre la probabilità di morte per un pedone investito a 50 km orari è dell'80%, a 30 km/h scende al 15-20%.
Nella nostra città le Zone 30 si estendono su 90,6 chilometri e coprono il 16% della rete viaria del centro urbano. I provvedimenti previsti dal Pum e sino ad oggi realizzati hanno iniziato a dare i primi importanti risultati, che collocano Reggio Emilia in una tendenza opposta a quella nazionale. Infatti, mentre in Italia non cala l'incidentalità che colpisce ciclisti e pedoni, a Reggio, negli ultimi due anni rilevati (tra il 2010 e il 2012) si registra un calo del 6,6% dei feriti, a fronte di un maggior utilizzo dell'uso della bicicletta, pari al 9,6%.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google